Tra i compiti più difficili per i robot con sembianze umane ce n'è uno che gli umani imparano nei primi mesi di vita: stare in equilibrio su due gambe e rimanere bilanciati nelle attività di tutti i giorni. I dispositivi più avanzati sono già capaci di fare qualcosa di simile, ma non c'è ancora algoritmo di movimento che sappia adattarli agli imprevisti né far loro spostare carichi pesanti o interagire con il mondo che li circonda — non senza che questo rischi di mandarli gambe all'aria. Per questo dei ricercatori di MIT e Università dell'Illinois hanno pensato a un robot capace di connettersi a un pilota umano e sfruttare il suo senso dell'equilibrio per rimanere in piedi.

Il dispositivo si chiama Hermes ed è un robot dotato solamente di gambe e torso che non si muove autonomamente, ma replicando con esattezza le mosse di un pilota umano collegato a speciali sensori di movimento; a tenere in equilibrio il gadget insomma non c'è un vero e proprio sistema di algoritmi, ma l'esperienza dell'operatore che lo sta pilotando. L'aspetto interessante dell'approccio scelto dai ricercatori è che funziona anche quando Hermes viene ostacolato da terreni sconnessi e altri imprevisti.

Oltre a essere coperto di sensori, il pilota indossa infatti dei dispositivi pensati per replicare sul suo corpo le condizioni alle quali si trova sottoposto Hermes: spinte, dislivelli e anomalie incontrati dal robot vengono riproposti al suo corrispettivo umano attraverso un sistema di pesi e contrappesi, lasciando a quest'ultimo il compito di controbilanciarli con i movimenti corretti. I movimenti dell'operatore vengono così registrati e ritrasmessi istantaneamente a Hermes, che può così affrontare gli ostacoli con l'agilità e il senso dell'equilibrio di un essere umano.

Il sistema di azione e risposta ideato dai ricercatori non esclude che gli input forniti dagli esseri umani possano essere immagazzinati e rielaborati per creare — in futuro — un modello di equilibrio da applicare autonomamente ai robot; già ora però l'approccio apre scenari interessanti ad esempio negli ambiti dei lavori pesanti e delle operazioni di soccorso. Automi pilotati in questo modo mantengono infatti gli operatori al sicuro e al contempo non rischiano di rompersi per imprevisti che un essere umano saprebbe affrontare a occhi chiusi.