Un uomo ha cancellato la sua intera azienda con una singola linea di codice errata. È la storia di Marco Marsala, un italiano che ha chiesto accidentalmente al computer di cancellare ogni elemento presente sui suoi server, azzerando il sito della sua azienda ed eliminando ogni traccia del portale web. Il tutto è nato da un post pubblicato all'interno di un forum di esperti: Marsala ha chiesto aiuto in seguito ad una problematica nata proprio da un comando errato, per il quale chiedeva una possibile soluzione. Presto per l'informatico è arrivata la doccia fredda: il comando era irreversibile e, in mancanza di un backup, aveva distrutto completamente la presenza online della sua azienda.
La linea di codice incriminata è un semplice "rm -rf", cioè un comando che cancella qualsiasi cosa gli si indichi. Più precisamente, "rm" chiede al computer di cancellare, "r" gli dice di farlo in una cartella precisa e "f" gli consente di ignorare gli avvisi che solitamente appaiono in queste circostanze. Queste quattro lettere, quindi, sono riuscite ad eliminare non solo il contenuto del portale di Marsala, ma anche tutti i siti web dei suoi clienti; la sua azienda, infatti, si occupa di gestire i portali di 1.535 realtà. Che ora non esistono più.
"Gestisco un piccolo business e utilizzo un software per automatizzare determinate operazioni su tutti i server" ha scritto l'uomo. "La scorsa notte ho accidentalmente inviato un comando rm -rf {foo}/{bar} con variabili indefinite a causa di un bug presente nel codice sopra a questa riga". È stato a questo punto che, irrimediabilmente, tutti dati contenuti sui server gestiti da Marsala sono stati cancellati, compresi i backup che, almeno in teoria, avrebbero dovuto salvare i file proprio nel caso si presentassero eventualità di questo tipo. "Tutti i server sono stati cancellati, compresi i backup perché lo storage remoto era stato montato poco prima dallo stesso script" ha spiegato.
"Mi dispiace dirti che la tua azienda è ora essenzialmente morta" ha scritto uno degli utenti, spiegando che l'unica (remota) possibilità di recupero era quella di spegnere tutto e provare a portare gli hard disk ad un'azienda specializzata nel recupero di file cancellati. "Non ti serve supporto tecnico, ti serve un avvocato" ha risposto un altro. "Non è sfortuna, è scarsa attenzione verso i propri dati e quelli dei propri utenti". Contattato dal Corsera, l'uomo ha dapprima spiegato di non essere lo stesso Marsala, per poi tornare sui propri passi affermando di aver raccontato la storia accaduta ad un conoscente. Versione poi ulteriormente modificata: "Ho pubblicato la storia solo per divertimento, per vedere cosa mi avrebbero risposto gli altri utenti". Insomma, nulla della tragedia sarebbe vero, anche se l'esitazione nelle risposte lascia intendere che, forse, quel comando alla fine è stato davvero inviato.