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Sonic, storia di un’icona: dal primo videogioco del 1991 al nuovo film

In occasione dell’uscita di “Sonic – Il film”, in arrivo nei cinema italiani il 13 febbraio 2020, ripercorriamo la storia dell’icona videoludica targata Sega cominciata quasi 30 anni fa, che ha portato alla realizzazione di 151 videogiochi. Un approfondimento fatto di curiosità sulla nascita del celebre porcospino blu.
A cura di Lorena Rao
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Esistono personaggi della storia dei videogiochi che, grazie alla loro popolarità e originalità, hanno travalicato la sfera videoludica per diventare vere e proprie icone pop: anche chi non ha mai preso un pad in mano riesce a riconoscere Mario, l'idraulico italiano di Nintendo, o Lara Croft, l'affascinante archeologa di origini inglesi. Tra queste vi è pure Sonic, l'eccentrico porcospino blu, re dell'era dei videogiochi a 16 bit. In occasione dell'uscita di "Sonic – Il film", in arrivo nei cinema italiani il 13 febbraio 2020, ripercorriamo la sua storia cominciata quasi 30 anni fa, che ha portato alla realizzazione di 151 videogiochi legati al franchise del celebre porcospino blu.

Quando a comandare era Nintendo

Gli anni '80 vengono spesso definiti gli anni d'oro del videogioco, perché è proprio in quel periodo che il medium inizia ad affermarsi sul mercato. Tra le aziende più lungimiranti vi è Nintendo, che da azienda legata per lo più a produzioni di carte e giocattoli a tema Disney è passata allo sviluppo dei videogiochi. L'enorme – e inaspettato – successo del titolo d'esordio nel 1981, Donkey Kong su cabinato, ha poi portato in seguito alla nascita nel 1985 di Nintendo Entertainment System (NES abbreviato, Famicon in giapponese), console casalinga in cui è approdato il suddetto Mario, ma anche altre icone come Link di The Legend of Zelda. Tutto partorito dalla mente geniale del game designer Shigeru Miyamoto. Nel 1989 è poi la volta del Super Nintendo Entertainment System (SNES o Super Famicon), che consolida il dominio incontrastato dell'azienda di Kyoto.

Ma in Giappone è tempo di sperimentazioni: accanto a Nintendo, un'altra azienda con sede a Tokyo tenta di ritagliarsi uno spazio nel nascente pubblico videoludico. È la Sega Enterprises, specializzata all'epoca in titoli arcade da sala giochi, molto apprezzati anche negli Stati Uniti. Con l'avvento del NES, pure Sega decide di insinuarsi nel mercato delle console casalinghe, e lo fa con il Sega Master System (Mark II in Giappone) nel 1987, che però non riesce a debellare il successo di Nintendo. Da qui la necessità di una versione più performante della piattaforma, chiamata Sega Master System II. È qui che nasce il personaggio di Sonic, ma è necessario attendere gli anni 90 per il suo exploit. Nemmeno la nuova versione infatti riesce a battere il NES, per cui la partita tra Nintendo e Sega continua tramite SNES e Sega Mega Drive, console in cui il porcospino blu ottiene un successo incredibile, specie in Occidente, a partire dal 1991.

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Le origini di Sonic

Per poter competere contro uno sfidante che ha come mascotte Mario, Sega decide che è la volta di creare un proprio simbolo, per caratterizzare il proprio marchio. Occorre creare un personaggio che abbia qualcosa in più rispetto all'idraulico italiano di matrice giapponese, soprattutto dal punto di vista ludico. L'elemento differenziante diventa quindi la velocità d'azione. Con la tecnologia dei 16 bit, gli sviluppatori di casa Sega vogliono creare un videogioco che abbia un protagonista accattivante nello stile e che abbia come punto di forza la rapidità.

Oltre 200 bozze sono state disegnate per capire la forma che avrebbe dovuto adottare il nuovo simbolo della Sega Enterprises: si passa dal coniglio all'armadillo, persino all'orso, prima di arrivare all'idea del porcospino dal corpo blu, per rimarcare il colore tipico del logo dell'azienda giapponese. Lato meccaniche di gioco, l'innovazione portata dal titolo Sonic – The Hedgehog è frutto del lavoro di Yūji Naka, programmatore già noto ai tempi per videogiochi arcade Sega del calibro di Ghost ‘n' Goblins, Phantasy Star e così via. Affascinato sin da bambino dai motori,  Naka è vuole ricreare tramite videogioco la sensazione di velocità, e ci riesce: il potere di Sonic risiede nella sua capacità di chiudersi su se stesso per dare il via a rotolate continue tra i livelli arzigogolati e dinamici per raccogliere i caratteristici anelli dorati che accrescono la rapidità. In confronto i salti di Mario appaiono lenti e semplici.

Sonic – The Hedgehog viene accolto molto positivamente dalla critica e dal pubblico, trainando le vendite del Sega Mega Drive. Attualmente è considerato tra i migliori titoli della storia videoludica per l'impatto che ha avuto, soprattutto in termine di gameplay per i platform, un genere videoludico molto popolare tra gli anni 80 e 90. Tutto questo spiega come il franchise di Sonic abbia raggiunto la quota dei 151 titoli menzionati all'inizio.

Dato l'enorme successo, non stupisce in parte la levata di scudi degli appassionati quando Sonic – Il film ha fatto la sua prima comparsa tramite trailer, presentando un protagonista lontano dallo stile Sega, in quanto più vicino a un ragazzino peloso che al porcospino videoludico. Le critiche, com'è noto, hanno portato alla bancarotta di alcuni degli studi d'animazione coinvolti nella realizzazione del film, dovuta al restyling ricominciato da zero. Ora che le acque attorno al film si sono calmate, non resta che andare al cinema dal prossimo 13 febbraio per vedere se la popolarità di Sonic conquisterà anche le nuove generazioni.

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