A molti sarà probabilmente capitato — almeno una volta negli ultimi anni — di finire erroneamente iscritti a un servizio in abbonamento tramite SMS, trovandosi con il credito telefonico prosciugato senza sapere come. Si tratta di una applicazione fraudolenta dei VAS, o servizi a valore aggiunto: servizi a pagamento somministrati attraverso l'uso di SMS e rete telefonica, che però vengono sfruttati da soggetti senza troppi scrupoli come base per vere e proprie truffe telefoniche. Ebbene a partire dai prossimi giorni, per volere dell'Agcom, questo pericoso canale di diffusione non sarà più utilizzabile: l'autorità ha emanato nuove regole per l'attivazione di questi servizi pensate per proteggere gli utenti dalle truffe.

Cosa sono i VAS

Acronimo di Value Added Services, o servizi a valore aggiunto, i VAS sono una tipologia di servizio prevista dagli operatori telefonici che utilizza i canali di SMS, MMS e connettività dati: possono includere sistemi utili come quelli per pagare la sosta in auto o acquistare il biglietto dei mezzi pubblici, ma anche frivole come abbonamenti per l'invio di ricette e oroscopo direttamente sul telefono. L'elevato costo che possono raggiungere questi servizi li ha resi il fulcro di una tipologia di truffa diffusa online da anni: l'iscrizione di nascosto di un maggior numero possibile di utenti attraverso l'utilizzo di banner pubblicitari invisibili nascosti nei siti web.

Le truffe telefoniche basate sui VAS

Nel raggiro, gli utenti si trovano iscritti a un servizio in abbonamento dal costo di parecchi euro a settimana senza sapere come questo sia avvenuto. Generalmente, la risposta è sempre la stessa: la visita a un sito Internet non particolarmente affidabile oppure un tocco nel browser del telefono su un banner o su un punto dello schermo apparentemente vuoto. La procedura di iscrizione al servizio a valore aggiunto parte senza un consenso conscio e specifico da parte dell'utente, che riceve come riprova solamente un SMS nel quale viene confermata l'avvenuta iscrizione: i primi euro sono già stati scalati dal credito e per interrompere il flusso occorre accorgersi dell'esborso e agire prontamente per annullare l'iscrizione.

Il blocco dell'Agcom

Le nuove regole dell'Agcom impongono agli operatori telefonici di arginare il fenomeno agendo proprio sul consenso degli utenti all'attivazione di questi servizi. In primo luogo le nuove SIM emesse dovranno essere da subito dotate di un blocco preventivo che fino a oggi andava richiesto dopo l'attivazione. Per tutti coloro che hanno già un numero di telefono è previsto l'arrivo di un SMS che avvisa dell'attivazione del blocco nel giro di 30 giorni: chi desidera tenere sbloccati i servizi a valore aggiunto potrà dunque decidere di rimanere privo di protezione preliminare

Anche per chi decidesse di sbloccare i VAS, attivarne per sbaglio di specifici sarà comunque più difficile. La procedura per iscriversi oppure ottenere un servizio a valore aggiunto richiederà un consenso esplicito e in particolare l'inserimento di un codice temporaneo nella pagina Internet dell'iscrizione: il codice sarà inviato dall'operatore telefonico sullo smartphone dell'utente e andrà trascritto manualmente: sarà impossibile insomma dare il proprio assenso a un'attivazione per errore.

Dal blocco rimangono escluse alcune tipologie di servizio effettivamente utili: le donazioni di beneficienza, l'accesso a servizi bancari, i servizi di mobile ticketing e il televoto. Alcuni operatori avevano già messo in campo soluzioni del genere quando ancora in seno all'Agcom se ne stava discutendo, o addirittura prima. Gli altri avranno 45 giorni di tempo per adeguarsi alle richieste dell'Autorità.