Quando un fenomeno, un evento o una condizione particolare si guadagna l'attenzione di un nutrito pubblico di persone è facile immaginarsi che qualcun altro cercherà di trarre vantaggio da questa situazione. Con l'epidemia di coronavirus che si sta diffondendo in diversi Paesi le cose non vanno diversamente; l'ultimo esempio arriva da Instagram, che si sta popolando di filtri in realtà aumentata a tema, pensati per attirare l'attenzione degli utenti che però in alcuni casi stanno aspramente criticando la pratica.

In questi giorni in molti online stanno lamentando la presenza su Instagram di maschere virtuali e giochi poco sensibili al tema del contagio, tutti a disposizione selezionando la modalità Storie dell'app e scegliendo tra le centinaia di filtri in realtà aumentata messi a disposizione dagli sviluppatori indipendenti. Molti filtri sono riproduzioni virtuali delle mascherine protettive che vengono applicate sul volto dei soggetti inquadrati, circondati da riproduzioni in scala ingrandita del coronavirus: c'è poi chi ha proposto una sorta di test (con risposta ovviamente casuale) che determina se il soggetto del video realizzato sia positivo al coronavirus oppure no.

Quello dei filtri creati appositamente per una particolare occasione non è un fenomeno nuovo: gli strumenti messi a disposizione da Instagram agli sviluppatori hanno reso molto semplice e veloce creare maschere e giochi da applicare al volto degli utenti — com'è avvenuto ad esempio con il filtro Canta Sanremo. Purtroppo approfittare di qualunque occasione pur di vedere il proprio filtro decollare tra le preferenze degli utenti e fare incetta di follower può portare, come in questo caso, a prodotti capaci di urtare la sensibilità di parte degli utenti, e che potrebbero essere in parziale contrasto con le linee guida di Instagram sui contenuti che "esprimono crudeltà e insensibilità".