zuckerberg olocausto

La posizione di neutralità assunta in questi giorni da Facebook nei confronti degli ultimi interventi social del presidente statunitense Trump ha provocato reazioni indignate da più parti, ma l'ultima categoria ad aver fatto sentire la propria voce al riguardo la dice lunga su quanto sia trasversale il fronte di coloro che sono rimasti delusi dall'azienda negli ultimi giorni. Si tratta di più di 140 scienziati le cui attività sono finanziate dalla Chan Zuckerberg Initiative, ovvero la fondazione benefica che vede tra i fondatori Priscilla Chan e Mark Zuckerberg, e che hanno scritto una lettera al numero uno di Facebook con un messaggio preciso: le ultime azioni del social di Zuckerberg — si legge nella missiva — non rispecchiano la missione della sua stessa fondazione.

Linguaggio inaccettabile

A dare notizia dell'esistenza della lettera è stato il Washington Post, mentre tra i firmatari ci sono docenti provenienti da decine di rinomati istituti di ricerca tra i quali Harvard e Stanford. Nelle preoccupazioni dei ricercatori c'è principalmente il fatto che Facebook possa diventare un mezzo sempre più comodo per accendere divisioni tra la popolazione; in particolar modo al centro della missiva c'è la controversa e ormai nota presa di posizione di Trump sugli scontri seguiti all'uccisione del quarantaseienne afroamericano George Floyd. Scrivere che "quando iniziano i saccheggi si inizia anche a sparare" è un chiaro incitamento alla violenza, affermano gli scienziati facendo riferimento allo stesso regolamento di Facebook che vieta simili minacce.

La richiesta dei ricercatori

"Siamo orgogliosi di poter aiutare la Chan Zuckerberg Initiative a realizzare la sua missione, ovvero a utilizzare la tecnologia per costruire un futuro inclusivo e sano per tutti", hanno premesso gli scienziati. "La diffusione di disinformazione e l'utilizzo di un linguaggio incendiario vanno però esattamente contro questo scopo, e per questo motivo siamo profondamente preoccupati dalla posizione assunta da Facebook in questi giorni". La lettera si chiude con la richiesta rivolta a Mark Zuckerberg di rivedere la propria posizione sul regolamento di Facebook e sul modo in cui questo viene applicato, soprattutto in relazione agli aspetti del social evidenziati e soprattutto in un clima a stretto contatto con episodi di ingiustizia a sfondo razziale".