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”Super Seducer”, se il videogioco si trasforma in una scuola per molestatori

Tentativi di approccio che si susseguono nelle azioni più comuni della vita di tutti i giorni, che a lungo andare sfociano nello stalking. Sotto accusa il videogame sviluppato da un 37enne di Londra.
A cura di Enrico Galletti
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Il titolo è (quasi) innocuo. Ma è all’interno del videogame che si nasconde un vero è proprio vespaio su violenza e discriminazione. “Super Seducer”, in queste ore, è finito al centro delle polemiche. Disponibile sulla piattaforma Steam, su PC e PlayStation 4, il videogioco si presenta con il titolo di “simulatore di seduzione più realistico al mondo”. E in effetti si tratta proprio di un gioco che prende spunto dalla vita di tutti i giorni e si concentra sulla seduzione e sulle reazioni delle donne ai comportamenti dei seduttori. Un videogame d’azione pensato da Richard La Ruina, 37enne di Londra con due libri già pubblicati. Uno dal titolo non casuale, "The Natural: How to Efferlessly Attract the Women You Want", che deve aver dato l’ispirazione all’intero videogame.

In tanti hanno puntato il dito contro “Super Seducer”, a cominciare da The Verge. Secondo la testata, infatti, l’obiettivo di questo videogame è costruire flirt con belle donne. E qui sta il punto. Nel gioco non c’è la possibilità, per il protagonista delle seduzioni, di rifiutare o esprimere il proprio dissenso. E ci sono schiaffi e principi di violenza che rendono tutto il gioco ancora più surreale. Tentativi di approccio che si susseguono nelle azioni più comuni della vita di tutti i giorni, che a lungo andare sfociano nello stalking. Da qui il duro giudizio di The Next Web, che ha definito questo videogame "il gioco più squallido del mondo". Secondo alcuni “Super Seducer” arruola stalker e “addestra” gli uomini a tralasciare il rispetto della donna. E ci sono stati battibecchi anche con uno youtuber che ha pubblicato una recensione dura e negativa del videogame. I creatori del gioco l’hanno fatta rimuovere appellandosi a una presunta violazione di copyright.

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A rispondere alle accuse di questi giorni è stato lo stesso “padre” del videogame, La Ruina, che ha precisato come la sua creazione “può offrire agli uomini ottimi consigli su come avvicinare le donne in modo più rispettoso e divertente". Le scelte dei protagonisti del videogame, affidate esclusivamente agli uomini, arrivano però a ledere quei sacrosanti diritti e principi del rispetto per la donna veicolati anche dal movimento MeToo che negli ultimi mesi ha preso piede in tutto il mondo, dopo il dilagare di molestie e di maltrattamenti. Ma per Richard La Ruina un’altra precisazione è necessaria. “Abbiamo iniziato a lavorare al gioco prima di MeToo, è stato realizzato in un contesto diverso rispetto a quello attraverso cui è letto oggi. Tornassi indietro lo farei diversamente e, per esempio, aggiungerei una dating coach insieme a me. Insomma, faremmo delle cose diversamente". Ma il problema resta e continua ad allarmare. Ed è più serio di quanto possa apparire.

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