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Tech Crunch intervista Jack Dorsey: “Il business model di Twitter funziona”

Jack Dorsey parla delle sue creature, Twitter e Square, dal palco della DLD Conference di Monaco. Dorsey si mostra assolutamente persuaso della funzionalità del modello business di Twitter e annuncia grandi novità per Twitter e Square in Germania nel 2012 e, in generale, in Europa.
A cura di Anna Coluccino
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Traduzione dall'intervista di Tech Crunch

All'inizio di questo bel pomeriggio di Domenica, il fondatore di Twitter e Square – Jack Dorsey – è salito sul palco della DLD conference, l'annuale incontro di cervelli che precede quello di Davos, tenutasi a Monaco di Baviera, in Germania. In un'intervista con non uno ma ben due giornalisti (Holger Schmidt dalla rivista FOCUS e David Kirkpatrick di Techonomy), Dorsey ha parlato molto di Twitter e un po' di Square.

Dorsey non ha rivelato nulla di particolarmente spettacolare su nessuna delle due società, sottolineando ancora una volta come Twitter non possa essere considerato un social network tradizionale e che il suo modello di business funziona, grazie per averlo chiesto.

Ha anche parlato di come Square stia tentando di farsi spazio al di fuori degli Stati Uniti e del perché il 2012 sarà un anno decisivo per Twitter in Germania.

Di seguito trovate i miei appunti – alcune delle risposte di Dorsey sono leggermente parafrasate.

Intervista a Jack Dorsey

Cominciamo parlando delle guerre tra le piattaforme. Come vedi il ruolo futuro di Twitter rispetto a Facebook, Google+ e altri servizi di social networking?

Twitter è diverso perché si è sempre occupato di ospitare conversazioni pubbliche, che si avviano in tempo reale. C'è sempre la percezione che sia necessario produrre dei tweet per utilizzare Twitter, ma in realtà c'è un gran numero di persone che lo usa per scoprire notizie, eventi, contenuti e così via. Un altro fattore di differenziazione, poi, è la nostra cura della semplicità.

Alcuni sostengono che Google+ sia un attacco diretto più a Twitter che a Facebook. La vedi anche tu in questo modo?

Noi ci preoccupiamo soprattutto di costruire e far crescere Twitter, non tanto dei suoi concorrenti.Vogliamo portare Twitter in più mercati, così che più persone lo utilizzino. Google deve ancora affrontare diverse fasi evolutive, come la ricerca che viene lentamente sostituita da applicazioni, l'aumento del settore social e quant'altro. Ma ancora una volta, per noi l'aspetto social è solo una delle ragioni per cui la gente usa Twitter, e concepiamo lo strumento più come un servizio d'informazione.

Twitter, ovviamente, nasce sulla base di un assetto mentale blog-centrico, ma è nella scoperta del real time che brilliamo: nel poter aprire Twitter e vedere istantaneamente cosa sta accadendo nel mondo, agli amici e ai familiari. Quando, recentemente, abbiamo ridisegnato il sito, ci siamo concentrati molto su quella parte dell'equazione che riguardava la ricerca, in modo da rendere molto semplice per le persone riuscire a ottenere beneficio dall'uso di Twitter senza necessariamente partecipare.

Twitter ha appena acquisito Summify, una startup che ha costruito una tecnologia capace di filtrare le notizie rilevanti. Consideri importante per Twitter riuscire a sviluppare un settore capace di aiutare le persone a superare il sovraccarico di informazioni?

Il nostro obiettivo è quello di consegnare alle persone contenuti che siano rilevanti, istantaneamente. Sembra semplice, ma in realtà è estremamente complicato da tirar fuori in tempo reale.Vogliamo portare  tutti più vicini a ciò che sta accadendo nel mondo, e abbiamo molto lavoro da fare – Summify ci sarà utile in tal senso.

Nel caso ci aspettiamo di più acquisizioni?

Siamo sempre alla ricerca di formidabili squadre, e possiamo ottenerle acquisendo della società, e allora perché no?

Nel lungo periodo, è Twitter diventerà un canale d' informazione, o un servizio di distribuzione che gestisce il traffico verso altri siti web?

La cosa splendida del servizio è che è entrambe le cose. Ciò che è più sorprendente di Twitter è che può raggiungere ogni singolo dispositivo sul pianeta, dal cellulare più economico allo smartphone più costoso. Noi non guardiamo soltanto alla distribuzione, ma anche alle persone che condividono i contenuti via Twitter.

(Dorsey ricorda la storia del l'incidente aereo sul fiume Hudson come un esempio di un contenuto che è stata condiviso prima di tutto su Twitter, scatenando un dibattito internazionale).

Sì, ok, ma hai preso una decisione riguardo a se preferisci che sia un un canale di distribuzione o di un sito di informazione?

Beh, i confini solo labili, ma in sostanza pensiamo che i singoli tweet sia destinazione d'informazione essi stessi, mentre Twitter nel suo complesso è anche un meccanismo per la distribuzione dei contenuti.

C'è stata molta copertura mediatica riguardo la reazione di Internet al SOPA e la sua conseguente posticipazione. Pensi che stiamo entrando in un nuovo mondo di democrazia? Questa esplosione di reazioni sui social network, che poi cambia effettivamente le cose, diventerà più comune?

Sicuramente servizi come Twitter rendono tutto questo più facile, per via del feedback immediato, del fatto che tutti possono esprimere immediatamente il loro parere. In questo modo, si ottiene l'accesso gratuito al pubblico pensiero, come se lo si ascoltasse direttamente dal telefono di qualcuno.

Vediamo politici che utilizzano Twitter per attivare conversazioni in tempo reale. È strabiliante. La domanda è: che cosa ci facciamo con queste informazioni? Io sono uno di quelli che crede che se alla gente si danno dati e informazioni, questo aiuterà le persone a prendere decisioni migliori

In questo senso, Twitter può davvero aiutare il mondo, consentendo a tutti di parlare di più, di arrivare a una comprensione più profonda di come le persone si avvicinano al mondo, delle loro prove e delle loro tribolazioni.

Sembra ci sia voluto molto tempo perché Twitter sviluppasse un modello di business, ed è basato sulla pubblicità. Possiamo concordare sul fatto che Twitter sia grande nella percezione, ma abbia il respiro corto quando si tratta di engagement e stickiness. Non sentite il bisogno dello stesso livello di coinvolgimento degli utenti di cui godono gli altri social network per far funzionare il vostro modello di business?

Il modello business di Twitter è rimasto in fase di sviluppo per un periodo piuttosto lungo, e funziona. Gli inserzionisti se ne servono, e sempre più spesso li vediamo tornare. Abbiamo esaminato il mercato e abbiamo avuto conferma che vogliono continuare ad usarlo. I prodotti "promozionali" di Twitter – tra cui i promoted tweet, account e trends – al momento registrano il 3-5 per cento di engagement.

Tentiamo sempre di aumentare il livello di engagement, ma mi preoccupo anche di altre cose, del fatto che nostra tecnologia può avere un impatto positivo sul mondo e di come le aziende interagiscono con i loro clienti.

Quindi quello che stai dicendo è che anche con un'esposizione estremamente minimale di annunci pubblicitari, il livello di engagement può ancora rivelarsi sufficiente elevato perché ci siano ottimi ricavi  su tutta la linea?

Assolutamente, è enorme. Riceviamo segnali sia dagli utenti che dagli inserzionisti e ogni segnale ci mostra la gente ne vuole di più.

Che cosa è più importante per voi, in questo momento, a livello di business: fare soldi o avere più utenti? E non si può rispondere ‘entrambi'.

Entrambi. E la domanda non è molto corretta. Noi pensiamo alle entrate non come a un fine ultimo, ma come a dell'ossigeno che alimenta il modello e viceversa. Non si può costruire un prodotto senza entrate, ma non ci si può concentrare sulle entrate senza avere un prodotto. Twitter, al contempo, è un sistema organico e un prodotto. Capita sempre di vedere aziende i cui modelli business finiscono per rendere migliori i loro prodotti, basti guardare a quanto Google AdSense abbia migliorato il motore di ricerca.

Tu sei inusuale per svariate, ma anche perché disponi di due posti di lavoro a tempo pieno: sei anche il CEO di Square. Square sta per arrivare anche in Europa, e quali ostacoli ti aspetti?

Ci piacerebbe venire in Europa e stiamo lavorando sodo quest'anno per portarci al di fuori degli Stati Uniti. L'azienda è entrata nel giro da due anni, ma il prodotto è stato lanciato sul mercato solo un anno fa, e abbiamo assistito a un massiccio assorbimento. Circa un milione di società oggi usano Square, e c'è stata la creazione di nuovi posti di lavoro grazie ad esso.

Non vogliamo limitarci a Stati Uniti, e stiamo cercando altri mercati in questo momento. La Germania, per esempio, è un mercato attraente sia per Square che per Twitter. Molte persone non lo sanno, ma la prima programmatrice abbiamo assunto per Twitter, Florian Weber, lavorava da Amburgo, per cui abbiamo sicuramente forti legami con la Germania.

È interessante notare che hai appena visitato la Cina. Twitter non è disponibile lì, ma Square lo sarà presto?

Square sta sicuramente guardando alla Cina. La gente lì utilizza moltissimo le carte di credito, ci sono un'infinità di ditte individuali, ma quel che manca è uno strumento che consenta loro di gestire i pagamenti. Stiamo cercando opportunità in tutta l'Asia.

In Germania, Twitter è alle prese con tassi di utilizzo piuttosto bassi. Che cosa avete intenzione di fare al riguardo?

Attualmente stiamo costituendo una squadra qui in Germania. Abbiamo anche in programma di incontrare diversi imprenditori locali, ingegneri e premere per lo sviluppo del sistema di modo che chiunque, in Germania, possa utilizzarlo. Questo sarà certamente un anno fondamentale per Twitter in Germania.

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