24 Febbraio 2015
16:33

Telefonia, il ministero chiarisce: “Il cambio operatore non sarà soggetto a penali”

Il disegno di legge sulla concorrenza approvato durante il weekend dal Consiglio dei Ministri ha sollevato un grande polverone mediatico, facendo tornare lo spettro delle penali. Oggi il ministero dello sviluppo è tornato a parlare del decreto precisando che le penali restano, ma non riguarderanno il cambio di operatore.
A cura di Marco Paretti

Il disegno di legge sulla concorrenza approvato durante il weekend dal Consiglio dei Ministri ha sollevato un grande polverone mediatico: "L’eventuale penale deve essere equa e proporzionata al valore del contratto e alla durata residua della promozione offerta". Un passaggio che fa tornare lo spettro della penale e che prevede uno scenario in cui i consumatori pagano un costo di uscita nel caso in cui decidano di disdire un abbonamento legato ad un’offerta di telefonia fissa o mobile prima della scadenza contrattuale, che può arrivare fino a 24 mesi. Oggi il ministero dello sviluppo è tornato a parlare del decreto precisando che le penali restano, ma non riguarderanno il cambio di operatore.

"Il ddl non prevede la reintroduzione di penali per chi recede dai contratti di abbonamento a telefoni fissi e mobili, internet o a pay-tv" recita la nota divulgata dal ministero. Il disegno di legge non va quindi a modificare le questioni legate al recesso anticipato dai contratti, a meno che questi non riguardino promozioni relative a servizi. Ciò significa che le penali sono presenti solamente se si recede dalle promozioni, siano esse legate a servizi particolari o a dispositivi da pagare "a rate". Il ddl fissa però un tetto massimo per la durata delle stesse, 24 mesi, e impone trasparenza nella notifica delle penali ai clienti. Costi in chiaro nei confronti dei consumatori, quindi, ma anche nei confronti del Garante, il quale dovrà essere sempre informato sulla presenza dei costi di uscita.

Inoltre, il decreto obbliga gli operatori telefonici ad adattare le penali a seconda del tipo di contratto, del suo valore e della sua durata. Tutto ciò per rendere più chiara la procedura nei confronti dei consumatori, finora all'oscuro di molte questioni riguardanti eventuali penali presenti all'interno del proprio abbonamento telefonico. Dal ministero assicurano che tutto ciò che era vietato prima lo sarà anche dopo che il ddl entrerà in vigore e che l'obiettivo di quest'ultimo è proprio quello di regolare con norme inflessibili la concorrenza tra operatori e le loro pratiche commerciali.

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