AGGIORNAMENTO 24 Febbraio: Nella giornata odierna il ministero dello sviluppo è tornato a parlare del decreto precisando che le penali restano, ma non riguarderanno il cambio di operatore: "Il ddl non prevede la reintroduzione di penali per chi recede dai contratti di abbonamento a telefoni fissi e mobili, internet o a pay-tv" recita la nota divulgata dal ministero.

Presto i consumatori pagheranno una penale nel caso in cui decideranno di disdire un abbonamento legato ad un’offerta di telefonia fissa o mobile prima della scadenza contrattuale che può arrivare fino a 24 mesi. E' quanto emerge dal disegno di legge sulla concorrenza approvato durante il weekend dal Consiglio dei Ministri, una novità inaspettata visto che inizialmente si attendeva una legge per eliminare definitivamente tutti i costi di recesso e la riduzione della durata massima contrattuale ad un anno contro gli attuali 24 mesi. La parte del testo che non ha convinto il responsabile dei rapporti istituzionali per Altroconsumo, Marco Pierani, è presente nel comma 3-ter dell’articolo 16: "L’eventuale penale deve essere equa e proporzionata al valore del contratto e alla durata residua della promozione offerta". Come dichiara Pierani di Altroconsumo a Repubblica: "Paradossale: ci aspettavamo un passo avanti a favore degli utenti e invece è un passo indietro. Le penali erano scomparse dalla nostra normativa, grazie al decreto Bersani sulle liberalizzazioni del 2006 e ora il governo Renzi le reintroduce a sorpresa".

Oggi alcuni operatori fanno pagare un costo di disattivazione del servizio giustificandolo con alcune spese come la promozione delle offerte o per le pratiche di disattivazione delle linee, il nuovo disegno di legge sulla concorrenza però rischia di danneggiare maggiormente i consumatori che saranno costretti a seguire il vincolo di due anni imposto dagli operatori per evitare di subire, oltre agli attuali costi di gestione per la disattivazione, anche una penale di recesso anticipato. Il responsabile dei rapporti istituzionali per Altroconsumo non ha gradito la novità e annuncia "battaglia strenua in Parlamento, in fase di conversione in legge".