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I bookmackers lo davano super favorito e, già all'indomani della vittoria ai Golden Globe, si parlava di "incetta di premi" per il film ispirato alla storia non ufficiale di Facebook: The Social Network, ma così non è stato. Al film diretto da David Fincher, infatti, sono andate "solo" tre statuette e nessuno degli Oscar più importanti. A sorpresa, infatti, lo splendido Il Discorso del Re ha conquistato anche il premio per la miglior regia che tutti credevano ormai nelle tasche di Fincher. Scontatissimo, invece, l'Oscar ad Aaron Sorkin per la migliore sceneggiatura non originale (premio tutt'altro che minore considerando che la scrittura è il punto d'origine d'ogni grande pellicola). Oltre allo splendido lavoro di adattamento che Sorkin ha realizzato a partire dal libro "The Accidental Billionaires", sulla scelta dell'Accademy avrà certamente pesato lo straordinario curriculum dell'autore cinquantenne che, in trent'anni di carriera, è riuscito a rivoluzionare il mondo della serialità televisiva con West Wing – Tutti gli uomini del presidente, serie di culto tre le più premiate al mondo, e con quel piccolo gioiello incompreso che è stato "Studio 60 on the Sunset Strip".

Per quanto riguarda il cinema, Aaron Sorkin non è certo nuovo ai successi, sua -infatti- la sceneggiatura di uno dei film simbolo degli anni '90, un film che, nonostante le ingenuità registiche, si è impresso nell'immaginario collettivo proprio per la straordinaria potenza delle parole, ovvero "Codice D'Onore", stando a rumors accreditati, inoltre, Sorkin avrebbe fattivamente collaborato anche alla stesura della sceneggiatura di "Schindler's List", probabilmente come ghost writer.

Gli altri due Oscar conquistati da "The Social Network" sono stati quello per il Miglior Montaggio, premio andato ad Angus Wall and Kirk Baxter, e quello per la Miglior Colonna Sonora originale, che ha visto trionfare Trent Reznor e Atticus Ross. Insomma, considerando che il montaggio è una "seconda regia", possiamo dire che, in qualche modo, l'Academy ha tributato un certo merito a David Fincher, ma fatto sta che il regista statunitense, dopo quasi trent'anni di carriera e film come "Seven", "The Game", "Fight Club", "Zodiac", si ritrova ancora a bocca asciutta quanto ad Oscar. Se però consideriamo che mostri sacri della cinematografia mondiale come Alfred Hitchcock e Stanley Kubric non sono mai stati premiati né con l'Oscar alla miglior Regia, né con quello al Miglior Film, possiamo dire che Fincher è in ottima compagnia.