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Un sistema di penalizzazione dei contenuti i cui protagonisti sono persone sovrappeso, omosessuali ma anche utenti affetti da sindrome di down ed autismo, nato con lo scopo di "proteggere i soggetti più vulnerabili" dal cyber bullismo. È questo quanto ha svelato Netzpolitik, un blog tedesco particolarmente conosciuto per i suoi approfondimenti sui diritti e sulla cultura digitale. Stando a quanto riportato dal sito, i moderatori di TikTok sarebbero stati costretti a seguire istruzioni ben precise per limitare la diffusione dei contenuti pubblicati con questi tipi di protagonisti.

La censura e la discriminazione come arma contro il cyberbullismo?

Anche no. Perché sarebbe come limitare la quantità di carburante ad un automobilista, per contenere la percentuale di rischio incidenti. Ma evidentemente non è questo che hanno pensato ai piani alti di ByteDance, almeno stando a quanto ha raccontato un dipendente dell'azienda a Netzpolitik che, spiega, come i video con soggetti in sovrappeso o queer, vengano etichettati come "ad alto rischio", stroncandone sul nascere l'eventuale vitalità.

Ad esempio, un contenuto pubblicato da persone affette da disabilità sarà visibile esclusivamente nel Paese dal quale è stato caricato, e addirittura potrebbe capitare che alcuni moderatori tedeschi o cinesi possano inserire i video pubblicati da persone autistiche o con malformazioni facciali in una sezione chiamata "non consigliata", che impedirebbe ai contenuti di apparire tra quelli suggeriti su TikTok.

La risposta di TikTok: "Erano regole temporanee"

Sovente è arrivata la risposta del social cinese che, tramite un portavoce, ha definito queste regole (a quanto pare reali) un tentativo precoce ed imperfetto di combattere i conflitti online. "Non avrebbero mai dovuto essere una soluzione a lungo termine", sebbene la fonte anonima abbia affermato che i moderatori sono stati istruiti a seguirli fino a settembre.

"Inizialmente, e in risposta all'aumento del cyberbullismo sull'app, abbiamo implementato una politica schietta e temporanea" – ha detto un portavoce a The Verge – "Sebbene l'intenzione fosse buona, l'approccio era sbagliato e da tempo abbiamo cambiato la precedente politica a favore di politiche anti-bullismo meno discriminatorie e utilizzando una serie di protezioni in-app".