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Twitter, utenti in aumento ma manca un vero business plan

La piattaforma di microblogging registra un aumento costante di utenti ma è ben lontana ancora dal riuscire a monetizzarli. Falliti i traguardi prefissi per lo scorso anno, ora l’azienda punta a portare a casa 260 milioni di dollari entro il 2012. Il distacco con Facebook si fa sempre più ampio.
A cura di Angelo Marra
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Twitter insieme a Facebook, G+ e il neonato Pinterest rappresenta uno dei social network più conosciuti ed utilizzati nel mondo. Il successo del sito dell'uccellino, visto da molti come la risposta “minimal” al più barocco collega di Palo Alto, è stato trasversale ed ha investito oltre 400 milioni di utenti che almeno una volta al mese si collegano alla piattaforma. Se si considera che perfino Barack Obama o il Papa utilizzano Twitter, almeno ufficialmente, si comprende la portata della popolarità raggiunta dal servizio di microblogging. Purtroppo, aldilà delle nobili intenzioni di offrire un servizio gratuito e di facile utilizzo, si tratta pur sempre di un azienda che deve tenere conto di entrate ed uscite e quando il discorso si sposta sul lato economico i grandi traguardi sembrano molto lontani.

Inevitabile il paragone con Facebook, ormai divenuto uno standard di riferimento per qualsiasi piattaforma o servizio in salsa social; il sito bianco e blu vanta poco più del doppio degli utenti di Twitter ma la differenza di incassi delle due società è talmente sproporzionata da far intuire subito che il non-modello business adottato dal sito dell'uccellino non consente di monetizzare adeguatamente il successo della piattaforma. Palo Alto ha chiuso il 2011 con un fatturato di 4,27 miliardi di dollari mentre per Twitter lo stesso anno si è concluso con soli 139,5 milioni di dollari, una cifra ben al di sotto delle aspettative della stessa azienda. Il motivo di una differenza di questa portata è evidente; solo dal 2010 il sito di microblogging ha cominciato timidamente ad introdurre la pubblicità nella sua piattaforma (scatenando non poche polemiche tra gli user) e tuttora stenta a seguire un modello business preciso e definito.

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Secondo il CEO di Twitter, Dick Costolo, il ritardo nell'avviare una strategia di monetizzazione è stato dovuto all'impegno dello staff e dell'intera azienda per offrire agli utenti un servizio che puntasse alla qualità piuttosto che alla capacità di guadagnare e che sia la società che i partner pubblicitari sono attualmente soddisfatti riguardo alla salute della piattaforma. La situazione in realtà sembra ben diversa; l'implementazione della piattaforma, il raddoppio dell'organico (passato da 450 a 900 persone) ed altre spese varie hanno fatto lievitare in maniera esponenziale le uscite dell'azienda. Tanto per fare un esempio, nel primo quadrimestre del 2010 Twitter ha incassato 28,5 milioni di dollari spendendone quasi tre volte tanto, con un buco di oltre 67,8 milioni.

Situazione leggermente migliore ma comunque drammatica per il 2011, dove nello stesso lasso di tempo la piattaforma ha incassato 23,8 milioni con una perdita netta di 25,8. Insomma Twitter rappresenta di certo uno dei casi più eclatanti della storia della rete di un successo planetario a cui non corrispondono i guadagni principeschi, come accade invece con Facebook. A tal proposito è sufficiente dare un'occhiata al valore economico di un singolo utente di Twitter paragonato a quello di Facebook o Yahoo per rendersi conto della consistente distanza.

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Recentemente l'azienda sembra essersi decisa a cambiare orientamento, a partire prima di tutto dalla direzione. Costolo, attualmente alla guida della società, è uno dei CEO più longevi con ben 17 mesi di mandato continuato, una specie di record visto che in pochi anni la stessa poltrona è stata occupata da diverse persone, segmentando inevitabilmente le strategie economiche dell'azienda. Inoltre l'azienda punta a chiudere il 2012 con 260 milioni di fatturato, quasi 10 volte quello ottenuto solo due anni prima, il che in teoria dovrebbe far sperare in una ripresa della piattaforma (a livello monetario, visto che il numero degli utenti continua ad aumentare). Nel quartier generale di Twitter sono tutti d'accordo nel sostenere che “il meglio deve ancora venire”.

Il sito finora ha avuto modo di rafforzarsi, di allargare il proprio bacino di utenti e di testare alcune strategie più o meno efficaci per rastrellare quattrini. Ora la piattaforma è pronta ad introdurre nuove forme pubblicitarie (come i business tweet, che appariranno sullo stream principale anche se non si è follower del brand promosso) con l'ambizioso proposito di arrivare a 400 milioni di dollari di fatturato entro il prossimo anno e un miliardo di dollari nel 2016 (le stime sono di eMarketer.com).

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