floppy disk armi nucleari

Mentre nel resto del mondo i dati viaggiano su superveloci reti in fibra o a bordo di memorie a stato solido da centinaia di gigabyte, fino a poco tempo fa gli armamenti nucleari degli Stati Uniti d'America erano ancora governati da sistemi e software scritti su vetusti floppy disk da 8 pollici. Lo ha raccontato in questi giorni C4isrnet, annunciando in realtà che da qualche mese il dipartimento della difesa degli Stati Uniti si è finalmente liberata dell'ingombrante eredità del passato per passare a un'alternativa di "stoccaggio a stato solido ad alto tasso di sicurezza". Fino al mese di giugno però, gli aggiornamenti e lo scambio di informazioni tra gli elementi di questi sistemi erano ancora affidati ai flessibili floppy nati nei lontani anni '60.

In realtà – soprattutto nelle apparecchiature industriali e all'interno di apparati governativi e pubbliche amministrazioni – la presenza dei floppy disk non è rara come si potrebbe immaginare. Spesso i dispositivi che li ospitano sono stati progettati decenni fa e non prevedevano alcun tipo di modularità nelle proprie componenti: in questi apparecchi il lettore di floppy fa parte integrante del sistema e non può essere sostituito con un'alternativa più moderna, se non sbarazzandosi dell'intero macchinario e sostituendolo; l'operazione è però laboriosa e costosa. D'altro canto, dal momento che questi sistemi si sono sempre dimostrati affidabili, per molti di essi una operazione di ammodernamento non è mai stata ritenuta strettamente necessaria.

In effetti non è neppure la prima volta che il caso dei missili nucleari statunitensi controllati da vecchi computer IBM finisce sotto i riflettori: diversi approfondimenti si sono occupati del paradosso di un arsenale letale sotto il controllo di una tecnologia divenuta obsoleta da quasi 20 anni, e probabilmente è anche per via dell'attenzione mediatica suscitata dal caso che il governo USA ha deciso di agire in merito. Inizialmente il processo di eliminazione dei floppy disk dai sistemi di controllo di missili balistici intercontinentali e bombardieri nucleari sarebbe dovuto giungere a conclusione nel 2017, ma la data è poi slittata a pochi mesi fa.