whatsapp motore bufale

Non tutte le piattaforme di condivisione online sono inquietantemente capaci di peggiorare il nostro umore. Se da una parte la frequentazione di social network come Instagram, Facebook e Twitter viene sempre più spesso associata al pericolo di sviluppare ansie, invidie e in generale malessere, un recente studio che riguarda WhatsApp sembra suggerire che il servizio faccia bene all'umore e fare così al servizio di messaggistica istantanea un po' di buona pubblicità almeno da questo punto di vista.

Perché WhatsApp fa bene

Lo studio proviene dalla Edge Hill University del Regno Unito ed è stato effettuato su 200 volontari, dai quali è emerso che spendere più tempo su WhatsApp non solo li ha fatti sentire più vicini agli amici e alla famiglia con cui sono stati in contatto, ma ha anche avuto effetti secondari benefici come un'autostima più alta, minor senso di solitudine e la sensazione di essere parte di legami robusti e duraturi. Si tratta di conclusioni valide anche per i normali rapporti offline, dei quali effettivamente WhatsApp è spesso un surrogato: frequentare più spesso una persona o un gruppo di persone allena la propria capacità di rapportarsi col prossimo e rafforza i legami interpersonali, due fattori che influiscono positivamente sull'autostima e sull'umore in generale.

I benefici della condivisione in privato

Frequentare amici e parenti anche solo su una chat evidentemente contribuisce a irrobustire questo genere di competenze e legami, a tutto beneficio degli utenti. A dare benefici non sarebbe dunque l'utilizzo di WhatsApp in particolare, ma della tipologia di app: non un social network, ma una piattaforma di messaggistica come Telegram e come tante altre. WhatsApp avrebbe semplicemente il merito di avere il numero più alto di iscritti, e probabilmente è per questo che il gruppo Facebook, lo sfrutterà come modello per creare un mondo di condivisione privato e alternativo a quello per lo più pubblico alla base di Facebook e Instagram, che numerosi psicologi ormai valutano essere dannoso.

È anche una potenziale fonte di stress

Tutto sta nell'utilizzare WhatsApp con criterio. Fare lo slalom tra messaggi vocali di un quarto d'ora, stare dietro a decine di gruppi indisciplinati, gestire richieste di lavoro in orario non lavorativo e perdere tempo con contatti che non rispondono o ai quali si preferirebbe non rispondere sono tutte fonti di stress che hanno dato all'app una fama poco lusinghiera; per evitare di incappare in questi aspetti della messaggistica l'unico segreto è evitare di considerarla un'estensione di sé e iniziare a pensarla soltanto come un'app, da aprire e chiudere a piacimento.