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WhatsApp, un “bollino” contro bufale e catente di Sant’Antonio

Ora che la disinformazione viaggia su WhatsApp, è proprio l’app di messaggistica a dover prendere delle precauzioni, programmando di pubblicare un “bollino” in grado di indicare se un messaggio è stato copiato e incollato da un’altra conversazione.
A cura di Marco Paretti
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WhatsApp ha un grosso problema: all'interno dell'applicazione di messaggistica le fake news possono diffondersi senza controllo, passando da un contatto all'altro in maniera più fluida e meno controllata rispetto ai social network tradizionali, dove ormai sono in atto diverse contromisure per mettere freno alla diffusione delle bufale. Ora che la disinformazione viaggia su WhatsApp, invece, è proprio l'app di messaggistica a dover prendere delle precauzioni, programmando di pubblicare un "bollino" in grado di indicare se un messaggio è stato copiato e incollato da un'altra conversazione.

L'elemento è stato confermato da Carl Woog, capo della comunicazione di WhatsApp, durante un incontro tenutosi a Roma per il Global Fact-Checking Summit. L'idea è quella di segnalare tutti quei messaggi che vengono copiati da una chat all'altra e che spesso rappresentano catene di Sant'Antonio, bufale o truffe il cui metodo di condivisione spinge proprio l'invio dei messaggi ai propri contatti. Un processo pericoloso perché, basandosi su contatti diretti e criptati, non consente al sistema di individuare le bufale né di bloccarle. Per questo il bollino potrebbe fare la differenza.

Soprattutto considerando le dimensioni che ormai caratterizzano il colosso della messaggistica, che ad oggi ha 1,5 miliardi di utenti attivi che inviano 65 miliardi di messaggi ogni giorno. Il problema, se così vogliamo definirlo, è che l'applicazione viene utilizzata prevalentemente per gli scambi tra due persone, che quindi risultano essere un terreno estremamente fertile per la diffusione di una bufala. Così l'idea iniziale è quella di ostacolare almeno le fake news che viaggiano attraverso messaggi che richiedono di essere copia incollati. Questi, se l'azienda pubblicherà lo strumento, saranno caratterizzati da un contrassegno che ne indicherà la natura. Nel frattempo WhatsApp sta anche testando la verifica delle notizie attraverso fact-checker verificati.

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Giornalista dal 2002 specializzato in nuove tecnologie, intrattenimento digitale e social media, con esperienze nella cronaca, nella produzione cinematografica e nella conduzione radiofonica. Caposervizio Innovazione di Fanpage.it.
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