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Ad ormai quasi tre mesi dall'inizio della diffusione del Covid-19, il nuovo coronavirus arrivato non solo in Italia, ma anche negli Stati Uniti d'America, è ormai giunto il momento di tirare le somme anche per Facebook. Perché è proprio sul social di Zuckerberg e nella sua WhatsApp che, tra le altre cose, si diffondono la maggior parte delle fake news sul coronavirus, vere e proprie bufale studiate per creare allarmismi inutili o per consigliare fantomatiche cure contro il virus cinese, cure che – chiaramente – a tutto servono tranne che a risolvere il problema.

E a fare il punto della situazione è lo stesso Mark Zuckerberg che, con un post pubblicato nella sua pagina ufficiale di Facebook, ha tentato di sottolineare gli sforzi che la sua azienda sta compiendo sostanzialmente su due fronti: il contributo alla ricerca e la lotta alle fake news.

La lotta al virus anche grazie alle informazioni sugli spostamenti degli utenti di Facebook

Stando a quanto sottolineato dal CEO del colosso di Menlo Park, Facebook avrebbe messo a disposizione dei ricercatori alcuni dati degli utenti del social network. Nello specifico, si starebbe studiando la diffusione del virus analizzando i dati relativi alla geolocalizzazione degli utenti di Facebook, elementi che se non disattivati dall'utente, vengono memorizzati in tempo reale nei profili di ogni iscritto al social network: spostamenti, attività, e densità di popolazione sono stati resi anonimi e accessibili ai ricercatori per riuscire a capire le modalità di diffusione del Covid-19.

"Oltre ad accedere alle informazioni, stiamo anche esaminando anche i modi in cui possono utilizzare i nostri servizi per contribuire al contenimento dell'epidemia" – scrive il Zuckerberg – "I ricercatori stanno già utilizzando dati di Facebook aggregati e anonimizzati, compresi i dati sulla mobilità e le mappe della densità della popolazione, per capire meglio come si sta diffondendo il virus."

La lotta alle fake news

La questione della lotta alle fake news sul coronavirus è molto più complicata di quel che potrebbe sembrare. Ed analizzando quanto ha sottolineato Zuckerberg, in realtà l'unica arma a disposizione del social network è la moderazione. Ma, secondo il CEO di Facebook, "È importante che tutti abbiano un luogo in cui condividere le proprie esperienze e parlare dell'epidemia".

"Siamo concentrati sul fare in modo che tutti possano accedere a informazioni credibili e precise. È una cosa fondamentale in qualsiasi emergenza, ma è particolarmente importante quando ci sono precauzioni che si possono prendere per ridurre il rischio di infezione" – ha scritto Zuckerberg – "Stiamo rimuovendo molte fake news e tante teorie cospirazioniste che sono state segnalate dalle principali organizzazioni sanitarie e stiamo evitando che vengano pubblicate inserzioni che cercano di sfruttare la situazione, come ad esempio quelle di prodotti che sostengono di poter curare la malattia".

Pubblicità gratuite all'OMS

"Stiamo lavorando con i ministeri nazionali della sanità e organizzazioni come l'OMS, il CDC e l'UNICEF per aiutarli a uscire tempestive e accurate informazioni sul coronavirus" – continua –  "Stiamo dando all'OMS tutte le pubblicità gratuite di cui ha bisogno per dare risposta all'emergenza coronavirus e daremo anche supporto e milioni in più in crediti pubblicitari ad altre organizzazioni."