"Internet ha distrutto il modello business dei media, non è un segreto, per questo penso che ogni piattaforma online abbia la responsabilità di finanziare e formare partnership per il settore news" così, senza mezzi termini, il fondatore e Ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, ha ammesso pubblicamente quanto da tempo editori e giornali lamentano e contestano, soprattutto dopo la diffusione dei social. L'occasione è arrivata non a caso durante la presentazione del lancio del nuovo servizio News di Facebook, una sorta di edicola digitale del social che vede l'attiva collaborazione tra l'azienda di Menlo Park e i colossi dei media statunitensi come la News Corp fondata da Rupert Murdoch, una delle persone fino ad ora più critiche nei confronti della piattaforma social  da sempre, accusata di rubare contenuti all'industria dei media di informazione senza pagare. Proprio all'amministratore delegato di News Corp, Robert Thomson, che gli chiedeva del perché ci fosse voluto così tanto tempo per creare News, Zuckerberg ha risposto lo prendo come un complimento perché vuol dire che abbiamo fatto qualcosa di buono!"

"Ci è voluto del tempo per capire la strada giusta per sostenere il giornalismo di qualità. Capiamo che per alcuni può essere frustrante il fatto che ci è voluto del tempo per arrivare a un'iniziativa come News" ha affermato poi più serialmente Zuckerberg, confermando che l'esperimento inizialmente sarà molto limitato ma promettendo anche che crescerà molto presto. "Possiamo arrivare a 30 milioni di persone nei prossimi anni" ha annunciato infatti il numero uno di Facebook  promettendo per i futuro un allargamento anche ai media locali perché "I giornali locali sono quelli che sono stati colpiti maggiormente" dall'ascesa di internet. Un progetto approvato a pieno titolo da Thomson che, presentando News Facebook,  ha spiegato: "È un onore essere qui con Mark per presentare questa partnership importante per l'industria dei media. Mark merita credito per questa iniziativa. Il giornalismo è essenziale per il funzionamento della società" e la democrazia.