"Il futuro è il wireless". Che l'approccio di Apple nei confronti del comparto audio sia drastico è ormai appurato. Non solo l'azienda di Cupertino ha eliminato il jack audio dai suoi nuovi iPhone, ma ha anche presentato quello che nelle intenzioni di Tim Cook dovrebbe diventare lo standard nel mondo mobile: gli AirPods, auricolari senza fili da abbinare ad iPhone, iPad, Apple Watch e Mac. È impossibile, dopo qualche settimana di utilizzo, negare che l'idea di passare ad una soluzione senza fili sia interessante: per come l'ha attuata Apple, la tecnologia funziona e anche bene. Il problema, semmai, è che proporre uno standard in questo modo è quantomeno strano: il futuro è il senza fili, ma questo futuro costa 179 euro.

Certo, ci troviamo sicuramente in un periodo di transizione e, con molta probabilità, in pochi anni le cuffie presenti nelle scatole potrebbero essere proprio gli AirPods e non gli EarPods che ora propongono ancora il cavo Lightning. Attualmente, invece, questo limbo dell'audio richiede un esborso non indifferente. Al di là del prezzo, però, gli AirPods valgono l'acquisto? Per rispondere partiamo dalle basi: il design. Le forme sono pressoché identiche a quelle che caratterizzano gli EarPods, se non per piccole modifiche che dovrebbero renderle più adatte ad un maggiore numero di orecchie. La paura di molti, infatti, è che gli AirPods possano cadere facilmente dalle orecchie. Un timore comprensibile, ma che non tiene in conto un elemento importante: gli auricolari con filo cadono spesso proprio perché sospinte dal cavo. La mancanza di quest'ultimo – e il design degli AirPods – aiuta le cuffie a non subire strattoni improvvisi e quindi a non cadere. Ovviamente questo può non valere per tutti, ma Apple ha deciso di scommettere sui numeri: secondo l'azienda molte persone non avranno problemi, ma ammette che qualcuno potrebbe non trovarle confortevoli al 100 percento. Nella nostra prova, per esempio, non abbiamo avuto problemi anche durante l'attività fisica.

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Ciò che però fa splendere le AirPods, anche se confrontate con le alternative wireless presenti sul mercato, sono le funzionalità. Il bluetooth, è inutile girarci intorno, è sempre stato un problema: abbinare gli accessori senza fili è notoriamente un dramma che richiede diversi passaggi e, spesso, porta comunque a disagi. Con gli AirPods, invece, Apple ha compiuto un mezzo miracolo. Lo ha fatto, ovviamente, facendo ciò che sa fare meglio: risolvendo problemi con la tecnologia. L'arma segreta si chiama W1 ed è un chip integrato all'interno delle cuffie – lo sarà anche nelle tre Beats senza fili annunciate insieme agli accessori proprietari – che consente un abbinamento istantaneo e automatico con il proprio account. Già, non il singolo iPhone: basta aprire la custodia per veder apparire un indicatore sul dispositivo più vicino che, se approvato, si connetterà automaticamente agli auricolari. Una volta fatto questi saranno legati al nostro account e quindi potranno essere utilizzati semplicemente premendo un tasto nel centro di controllo su ogni dispositivo, dall'iPhone all'iPad, passando per Apple Watch e Mac.

L'approccio della mela con l'audio tramite bluetooth è peraltro interessante e decisamente poco scontato. A differenza della concorrenza, che invia il segnale ad una cuffia e poi mette in collegamento i due auricolari, l'iPhone invia due segnali distinti ma sincronizzati alle singole AirPods, riuscendo ad evitare completamente la latenza sfruttando la potenza di calcolo del chip W1. L'altra metà del prodigio tecnologico degli AirPods è invece la custodia: piccola, maneggevole e in grado di fornire una giornata intera di carica ad entrambe le cuffie, che già offrono 5 ore di riproduzione continua. È comoda da tenere in tasca, non ingombra ed è dotata di un sistema magnetico che impedisce agli auricolari di perdersi. Alla fine le si perdona persino il design da custodia del filo interdentale.

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L'assenza del cavo, però, comporta anche la scomparsa dei tanto utili comandi per il volume e per la pausa. Da un lato la mancanza viene in qualche modo controbilanciata dall'abilità di mettere automaticamente in pausa una canzone quando si toglie una cuffie dall'orecchio, dall'altro per gestire il volume non si può fare altro che chiedere a Siri di alzarlo o abbassarlo oppure utilizzare i tasti presenti sul bordo del telefono. In alcune soluzioni concorrenti, come le Bragi, questi comandi sono stati inseriti direttamente sulla superficie touch delle cuffie. Parlando di Siri, invece, l'attivazione avviene effettuando due piccoli tap su uno dei due auricolari. L'assistente virtuale è utile, ma come avviene su iPhone spesso non riesce a risponderci come vorremmo e l'esperienza diventa a tratti frustrante. Il riconoscimento vocale è comunque ottimo, merito della forma delle cuffie che avvicina il microfono alla bocca: per questo si è scelto di mantenere la "stanghetta". Stesso discorso per le chiamate, limpide e senza problemi. La maggior parte delle funzioni sono disponibili anche su dispositivi Android, dove però bisogna connetterle con la procedura classica.

Sì ma l'audio? Apple afferma che i componenti interni sono gli stessi delle EarPods, ma la differenza nella qualità dell'audio è evidente. Gli AirPods offrono una chiarezza migliore, soprattutto nei bassi, e, in generale, risultano essere caratterizzate da una migliore dinamica. Insomma, per essere degli auricolari, per di più senza fili, gli AirPods non sono affatto male, anche sotto il profilo della qualità audio. È però altrettanto vero che due problemi rischiano di minarne il successo: il fatto che potrebbero non risultare comodi per tutti – il consiglio è quello di provarli negli Apple Store prima di acquistarli – e che il design sia effettivamente al limite dell'imbarazzante. Non è terribile né troppo paragonabile ai drammatici auricolari bluetooth, chiariamoci, ma nemmeno così discreto da renderle davvero indossabili senza farsi problemi. C'è poi il discorso del prezzo, perché 179 euro non sono pochi, soprattuto in un settore come quello audio, dove per un prezzo del genere si possono acquistare cuffie over-ear decisamente più performanti (ma meno tecnologiche). Se però questi elementi non vi spaventano, gli AirPods sono tra gli auricolari wireless migliori attualmente presenti sul mercato.