Quasi 2.000 dispositivi della mela sono finiti nel mirino delle autorità italiane nel corso dei primi sei mesi del 2016. Precisamente, come sottolinea Apple nel suo Report on Government Information Requests, il governo italiano ha richiesto l'accesso a 1.615 dispositivi e ha contattato l'azienda di Cupertino per 946 casi diversi. Si parla di dispositivi come iPhone, iPad e Mac, ma anche servizi e account relativi ad iTunes e iCloud, dai quali le autorità sperano di ricavare elementi utili per le indagini in corso. Stando al rapporto di Apple, la mela ha risposto a 603 richieste, fornendo di conseguenza i dati contenuti nei dispositivi o account.

Relativamente agli account, le agenzie governative hanno richiesto l'accesso a 54 profili come parte di 45 indagini. Apple ha fornito i relativi dati 17 volte, ma si è rifiutata con 22 account. Si tratta di un dato importante, perché l'accesso al servizio cloud consente alle autorità di accedere ad un grande quantitativo di informazioni, tra cui fotografie, filmati, documenti, cronologia web, email, etc. Per questo Apple accetta richieste relative agli account solo nel caso in cui le autorità siano già in possesso di un mandato di perquisizione, la richiesta si riveli essere ragionevole e proporzionata e non riguardi un minore.

Anche nel caso in cui dovesse accettare la richiesta, Apple avverte il proprietario del dispositivo o dell'account dell'intrusione governativa "a meno che le agenzie governative non ci abbiano vietato di farlo" spiega l'azienda di Cupertino. Una volta ottenuto il via libera, però, Apple non fornisce l'accesso completo agli elementi ma consente agli investigatori di appropriarsi solo degli elementi necessari. In Italia c'è stato solo un caso di richiesta d'emergenza, cioè una situazione nella quale Apple fornisce immediatamente l'accesso ad un dispositivo o account per aiutare una persona "in pericolo di morte o in una condizione di grave pericolo".

Osservando il resto del mondo – senza contare Corea del Sud e Polonia, caratterizzate da numeri molto alti perché riferiti a dispositivi rubati o richieste del fisco – le richieste più numerose per l'accesso ai device arrivano dalla Germania (52.095) e Stati Uniti (10.260). I due paesi figurano anche sul podio delle richieste relative agli account, dove però gli Stati Uniti primeggiano con 9.090 account coinvolti. Segue il Regno Unito con 310 account e la Germania con 244 account. A livello internazionale le richieste d'emergenza sono state 171, 96 nei soli Stati Uniti.