10 anni fa Steve Jobs ha creato una terza categoria di dispositivi personali dopo averne fortemente influenzate due. Nel gennaio del 2010 il fondatore e CEO di Apple annunciava al mondo l'iPad, un dispositivo totalmente nuovo che andava ad inserirsi tra il portatile smartphone, giù rivoluzionato con l'introduzione dell'iPhone, e il produttivo computer, che almeno per quanto riguarda l'interfaccia grafica Jobs aveva rivoluzionato con il Macintosh. A pochi giorni dalla fine del CES 2010, l'annuncio di Apple è stato il primo segnale della fine dell'era dei netbook, che in quel momento stavano dominando il settore dei computer.

"Sono lenti, hanno un display di bassa qualità e montano un software vecchio" aveva spiegato Jobs sul palco della conferenza. "Non sono meglio di un portatile in nulla, sono solo economici". Un problema che aveva già la soluzione: l'iPad, un tablet da 9,7 pollici per tenere il web in mano. Un dispositivo ben lontano da quello che è oggi il versatile iPad, ma che al tempo era un dispositivo sì affascinante, ma anche molto limitato. Limitazioni che però erano anche in linea con l'idea del tempo di dispositivo; già il fatto che il primo modello possedesse un browser completo era un elemento da non sottovalutare.

Per questo Apple si è fortemente concentrata su alcuni punti chiave dell'esperienza: la navigazione sul web, le mail, le foto, i video, i giochi e gli ebook. "Se ci dev'essere una terza categoria di dispositivi deve essere migliore in queste cose rispetto ad un laptop o uno smartphone, altrimenti non ha senso che esista" aveva spiegato Jobs. Proprio qualche giorno prima Steve Ballmer, allora CEO di Microsoft, aveva presentato la compatibilità di Windows 7 con i tablet prodotti da diverse realtà, come Pegatron e HP. Una presentazione che si è poi rivelata un assist perfetto per Jobs: i tablet Windows montavano un software instabile e il touchscreen dei dispositivi funzionava in maniera poco intuitiva. Lo stesso Ballmer ha avuto diverse difficoltà a navigare tra i software e riprodurre contenuti multimediali. L'iPad, invece, era qualcosa di nuovo. E funzionava.

Quanto ha venduto l'iPad

Eppure, i primi commenti non sono stati entusiasti. L'iPad è stato preso in giro per il nome, definito inutile e solo "un iPhone più grosso". Nessuno si aspettava un grande successo, invece l'iPad non ha fatto altro che crescere. Il primo giorno di vendite Apple ha venduto 300.000 iPad, mentre nei primi due mesi ha oltrepassato i 2 milioni di dispositivi venduti. Nel 2010 il numero di iPad spediti è salito a 7,5 milioni, poi a 32,4 milioni nel 2011, a 58,3 milioni nel 2012 e a 71 milioni nel 2013. Ad oggi sono stati venduti 350 milioni di iPad, mettendo a tacere tutte le polemiche iniziali. Non solo, perché il dispositivo ha saputo trovare una sua strada ben precisa nel corso degli anni, targettizzandosi sui professionisti con la linea Pro e tagliando completamente fuori la concorrenza con la sua linea principale caratterizzata da un prezzo estremamente competitivo.