19 Luglio 2021
09:27

20 anni di Final Fantasy X: perché è importante ricordare la romantica epopea di Yuna e Tidus

Un anniversario da ricordare, perché in Final Fantasy X c’è l’esaltazione dell’amicizia sì, ma ancor più dell’amore; c’è l’intrigo politico; c’è la riflessione sull’aldilà, sul potere della religione; c’è l’intreccio composto da singole storie che in maniera delicata e profonda confluiscono in un’unica grande avventura dal finale struggente.
A cura di Lorena Rao

Vent’anni fa aveva inizio il pellegrinaggio della invocatrice Yuna per salvare il mondo di Spira dal peccato, ossia un essere mostruoso chiamato Sin che tutto travolge. Emblematica, in questo viaggio, è la scena ambientata tra le rovine della città di Zanarkand, in cui la fanciulla e i suoi sei guardiani, tra cui il ribelle Tidus, si riuniscono attorno a un falò per rendere indelebile una volta per tutte la loro storia.

Difficile riassumere la profonda sceneggiatura di Final Fantasy X in poche righe, ma queste dovrebbero essere sufficienti per esprimere la grande importanza che la decima fantasia finale ricopre all’interno della serie JRPG (Japanese Role-Playing Game) creata ormai parecchi anni fa da Hironobu Sakaguchi. In Final Fantasy X c’è l’esaltazione dell’amicizia sì, ma ancor più dell’amore; c’è l’intrigo politico; c’è la riflessione sull’aldilà, sul potere della religione; c’è l’intreccio composto da singole storie che in maniera delicata e profonda confluiscono in un’unica grande avventura dal finale struggente. Non a caso Final Fantasy X è il primo capitolo della serie ad aver avuto un sequel diretto per accontentare i numerosi fan di Yuna e Tidus.

A rendere potente la storia narrata da Final Fantasy X è anche il momento storico in cui è uscito, che rappresenta tante prime volte per la serie, oltra al sequel sopramenzionato. Il decimo capitolo è infatti il primo a esordire su PlayStation 2. È il primo a essere realizzato interamente in 3D. È anche il primo a ricorrere al doppiaggio integrale dei personaggi e al Facial Motion System: due rivoluzioni tecniche che hanno avuto il merito di rendere umani e vicini non solo i protagonisti, ma anche gli antagonisti. In questo modo le risate tra Yuna e Tidus a Luka dopo il torneo di Blitzball o lo sguardo bramoso di Seymour sull’invocatrice vestita da sposa assumono tutto un altro significato. E che dire del celebre bacio nelle acque del lago di Macalania, tra le note di Suteki Da Ne? Perché Final Fantasy X è un costante turbinio di emozioni, supportato da un sistema di gioco inedito per i tempi: anche in questo caso, per la prima volta, la serie abbandona il caratteristico sistema di combattimento basato sulla barra ATB (Active Time Battle) per una modalità a turni, che strizza fortemente l’occhio alla tattica e alla strategia, detta CTB (Conditional Turn Based).

Per tutti questi motivi – e anche di più – Final Fantasy X non è solo uno dei capitoli più apprezzati della serie, ma è anche uno dei JRPG più importanti nella storia del videogioco. Non a caso, tra i voti spietati della piattaforma Metacritic, Final Fantasy X presenta a distanza di vent’anni una votazione pari a 92/100 e la sigla “must play”. Un titolo obbligatorio per chi adora i videogiochi, perché l’opera che vede l’unione della genialità e creatività di Yoshinori Kitase, Yusuke Naora, Kazushige Nojima e Nobuo Uematsu resta una delle esperienze più potenti nella storia del medium. Quest’oggi si celebra il suo esordio sul mercato giapponese: un primo tassello che negli anni a seguire conquisterà il resto del mondo, con 8 milioni di copie vendute. Per chi non ha avuto la fortuna di giocarci vent’anni fa, Final Fantasy X è disponibile in una rimasterizzazione in HD,  in compagnia del sequel Final Fantasy X-2.

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