Opinioni
27 Luglio 2016
15:36

5 cose che non ricordi del My Magic Diary

Se la vostra infanzia ha attraversato gli anni ’90 sapete benissimo cos’è: lanciato da Casio verso la metà del decennio, il dispositivo è diventato immediatamente uno degli oggetti più ambiti dai giovani del tempo, soprattutto dalla fascia femminile. Ecco 5 cose che forse avete dimenticato.
A cura di Marco Paretti

Prima dei palmari, degli smartphone e dei tablet. Prima ancora del concetto di dispositivo portatile personale attraverso il quale scorre la nostra vita. Prima dell'avvento delle applicazioni e dei software mobile. Ecco, prima di tutto questo c'era il My Magic Diary. Se avete trascorso la vostra infanzia negli anni '90 sapete benissimo cos'è: lanciato da Casio verso la metà del decennio, il dispositivo è diventato immediatamente uno degli oggetti più ambiti dai giovani del tempo, soprattutto dalla fascia femminile. My Magic Diary era, di fatto, un'agenda elettronica, ma dotata di diverse funzioni che la rendevano un ottimo esponente della categoria di prodotti "pre-smartphone". Ecco 5 cose che probabilmente non ti ricordi dell'indimenticabile My Magic Diary.

Ti diceva se c'era affinità di coppia

Croce e delizia dell'agenda elettronica. La funzione che calcolava l'affinità di coppia poteva creare o distruggere l'amore: bastava inserire la data di nascita di due persone per ottenere il livello di affinità con il proprio amico, la persona per la quale avevamo una cotta o pressoché chiunque ci capitasse a tiro. Uno strumento utilizzassimo, ma che aveva anche i suoi risvolti negativi: quando un nostro amico o una nostra amica riceveva un'affinità più alta con la nostra cotta adolescenziale, l'amicizia era davvero a rischio.

Poteva inviare messaggi tramite infrarossi

I ragazzi d'oggi passano le giornate ad inviarsi messaggi su WhatsApp, Messenger e Snapchat, mentre prima dovevano farlo attraverso i costosi SMS. I fortunati possessori di My Magic Diary, invece, potevano comunicare in maniera totalmente gratuita ed immediata attraverso gli infrarossi. Già, perché come forse ricorderà qualche possessore, l'agenda elettronica consentiva di inviare messaggi ad altre agende attraverso l'utilizzo degli infrarossi. Una funzione che, ovviamente, veniva per lo più utilizzata in classe durante le verifiche.

C'erano i ritratti in rubrica

Ora nelle rubriche degli smartphone possiamo inserire comode fotografie in alta risoluzione dei nostri amici o parenti, ma negli anni '90 gli schermi monocromatici dei dispositivi consentivano solo di inserire testi e, al massimo, qualche caricatura stilizzata. Il My Magic Diary spiccava anche per questo: all'interno della rubrica era possibile realizzare ritratti dei propri conoscenti (o di persone inventate) utilizzando uno strumento che consentiva la personalizzazione di elementi come naso, occhi, bocca e forma del volto.

Proteggeva il diario segreto

My Magic Diary era, appunto, prima di tutto un diario. Rigorosamente segreto. Per proteggere i propri dati, il dispositivo prevedeva un'area protetta nella quale era possibile accedere solo utilizzando la password scelta dall'utente. Altro che verifica a due fattori e impronte digitali: l'identità digitale degli anni '90 era protetta da una semplice parola che, il più delle volte, era il nome del cane o della propria squadra del cuore. Ma quanti segreti nascosti dietro a questa password.

Era come un smartphone (o quasi)

Se l'agenda di Casio ha avuto così tanto successo è anche grazie alla tecnologia che al tempo sembrava all'avanguardia per un adolescente. Poteva salvare note, impostare una sveglia, fornire informazioni sui fusi orari del mondo, salvare appuntamenti, risolvere calcoli matematici e anche far svagare gli utenti con qualche minigioco. Insomma, il My Magic Diary può essere considerato uno degli antenati dello smartphone perché proponeva un approccio ludico che lo avvicinava, più che ai primi tentativi di cellulari-PC, agli attuali smartphone.

E voi cosa vi ricordate del My Magic Diary?

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