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Nel 2004 il mercato dei cellulari era piuttosto banale: Nokia regnava incontrastata con i suoi terminali che, però, avevano la "pecca" di offrire un design quasi sempre uguale. Anche al netto delle divagazioni stravaganti che l'azienda finlandese non ha mai avuto paura di proporre, ma che non hanno di certo aiutato il settore ad emergere nel mercato mainstream. Pur vendendo numeri enormi di dispositivi, merito anche del prezzo decisamente abbordabile dei cellulari più popolari prodotti da Nokia. Restavano, però, dei dispositivi tecnologici, utili per chiamare e mandare messaggi ma nulla più. Poi è arrivata Motorola, che, all'interno dell'Arken Museum of Modern Art di Copenhagen, ha svelato il Razr V3. Ecco 5 motivi per cui l'inedito cellulare è riuscito a cambiare il mondo.

1. Il design

Nel 2004, come abbiamo detto, il settore dei cellulari era decisamente diverso da quello attuale. I terminali più famosi sfruttavano quasi sempre il design denominato candybar – quello, per intenderci, del Nokia 3310 – che poteva essere funzionale, ma di certo poco accattivante agli occhi dei consumatori, soprattutto quelli più attenti al look. Non è un caso che la presentazione del Razr V3 sia avvenuta all'interno di un museo di arte moderna e, soprattutto, non lo è che i 110 giornalisti chiamati dall'azienda fossero tutti esperti di moda. Dal punto di vista visivo lo stacco con il passato è stato enorme: un design a conchiglia con scocca in metallo e rifiniture estremamente curate. Il tutto in dimensioni impensabili: il Razr V3 era sottilissimo, più di quanto si potesse immaginare al tempo.

2. La tastiera

Oggi può sembrarci banale, ma nel 2004 non lo era. Quasi tutti i cellulari proponevano tasti piccoli e arrotondati, che, essendo posizionati sulla parte frontale, non creavano particolari fastidi dal punto di vista del design. Il Razr, però, doveva essere sottile e, soprattutto, in grado di nascondere la tastiera all'interno  della conchiglia. Così gli ingegneri hanno realizzato tasti piatti ed eleganti, caratterizzati da un rivestimento in metallo al posto della classica membrana di plastica. Il tocco finale era costituito dalla luce blu che attraversava i piccoli spazi tra un tasto e l'altro.

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3. I due mantra

L'approccio rivoluzionario del Razr è stato reso possibile grazie a due mantra che l'azienda ha seguito durante il suo sviluppo: creare il cellulare più sottile del mondo e non cadere in compromessi. Vi suona familiare? Sono gli stessi valori che oggi stanno alla base degli smartphone: design sottile e pochi compromessi. Nel 2004 questo approccio non solo non era banale, ma anche difficile da realizzare: per arrivare alle forme del Razr, Motorola ha dovuto inventare e rifinire diverse tecnologie. La scelta di utilizzare il metallo, per esempio, ha portato ad un grosso ostacolo tecnico, perché il materiale causa problemi di ricezione. Così la scelta è stata quella di spostare tutte le antenne nella parte bassa del terminale, che infatti mostra una sorta di "mento" nato, quindi, per necessità. Così come oggi gli iPhone – e gli altri smartphone – presentano parti in plastica nella scocca in alluminio.

4. Era "cool"

Questo è forse l'elemento più importante. Il Razr V3 era un cellulare, ma anche uno status symbol. Non era solo un dispositivo tecnologico, ma un prodotto di consumo al pari di un orologio o una macchina, che anche i meno avvezzi alla tecnologia volevano avere. È stato, qualche anno prima dell'iPhone, il device tecnologico da avere ad ogni costo se si voleva essere "cool". Il Razr è finito nelle borse regalo degli Oscar, in uno spot con Maria Sharapova, nel film Bourne Ultimatum ed è persino diventato una pedina del Monopoly.

5. Il prezzo

Era alto, altissimo per gli standard del tempo. Mentre i Nokia venivano venduti a 40/50 dollari, il Razr V3 è uscito sul mercato con un prezzo di listino di 449 dollari. Nel 2004, quando gli smartphone non erano ancora usciti, e pochi anni prima del lancio dell'iPhone, che peraltro è stato proposto ad un prezzo minore. Questo elemento è però importante proprio in virtù di ciò che è venuto dopo: il Razr non solo ha dimostrato che i cellulari potevano essere belli, ma ha convinto le aziende del fatto che le persone fossero disposte a pagare di più per un hardware di buon livello. In un'epoca dove gli operatori proponevano i dispositivi ad un prezzo basso per attirare quanti più sottoscrittori possibile. Per 12 trimestri di fila, dal 2004 al 2008, la strategia di Motorola ha funzionato, rendendo il Razr V3 il cellulare più venduto in America. Poi è arrivato l'iPhone e Motorola non è riuscita a sviluppare anche la parte di software e servizi, ha perso terreno e non è stata più rilevante. Il suo peso nel settore resta comunque notevole anche se, spesso, poco riconosciuto.