Oculus Quest 2 è senza dubbio il primo vero visore per la realtà virtuale. Non che quelli precedenti non fossero prodotti all'altezza, ma ognuno di essi portava con sé dei compromessi che, più o meno a seconda dei casi, sbilanciavano sempre il verdetto finale verso il negativo. Con il primo Quest, invece, Oculus (e Facebook) ha fatto capire di avere ben presente la direzione giusta e con il secondo modello ha concretizzato questa idea in un prodotto che funziona e costa poco. Arrivando a realizzare un visore per la realtà virtuale che finalmente si fa carico di tutte quelle speranze che ci portiamo dietro dagli anni '90.

Rispetto alla sua prima versione, il design del secondo modello non cambia molto se non per un elemento fondamentale: pesa meno. Il Quest 2 calza molto meglio sulla testa rispetto al suo predecessore, rendendo meno evidente (se non per un occhio esterno) il fatto di avere davanti agli occhi una scatola con uno schermo. Di questo ovviamente giovano gli spostamenti della testa all'interno dei giochi, dove raramente si presentano movimenti del visore che scende sugli occhi. E per chi non si dovesse trovare a suo agio con lo strap inserito nella confezione, Oculus mette a disposizione un'ulteriore soluzione confortevole da acquistare a parte e che può integrare anche una batteria e un peso per controbilanciare il visore. Per il resto il nuovo Quest è molto simile all'originale, con ovviamente il grande cambiamento del colore: è bianco e non nero.

Ciò che davvero convince è però la qualità dello schermo, che ora supporta una risoluzione di 1832 x 1920 pixel e presto si aggiornerà per offrire una frequenza di aggiornamento di 90 Hz. È il più grande passo in avanti di questa versione, perché permette di osservare immagini definite e cristalline che fanno sembrare visori come il PS VR di PlayStation tecnologia vecchia anni luce. Lo si nota sin dal primo avvio, quando il sistema ci chiede di calibrare le due lenti spostandole su una delle tre differenti distanze: questo è forse uno degli elementi negativi, perché non permette di aggiustare con precisione la distanza tra le lenti (che permette di non vedere le immagini sfocate) ma offre solamente tre scatti preimpostati. In ogni caso, una volta trovata l'opzione preferita l'immagine è tra le migliori attualmente offerte dal settore della realtà virtuale. Per quanto riguarda i controller, i Touch inseriti nella confezione funzionano sempre molto bene e questa volta vanno a braccetto con la possibilità di tracciare direttamente le mani degli utenti, una funzione molto interessante che però deve essere supportata dai singoli giochi.

L'altro grande punto di forza del Quest 2 è l'ecosistema di titoli attualmente disponibili per la piattaforma: ce ne sono molti e vari, dai titoli sportivi a quelli legati a puzzle e rompicapi, passando per avventure, sparatutto e simulatori. Con qualche contenuto eccelso: Vader Immortal, la miniserie in tre episodi ispirata a Star Wars, è chiaramente un esempio di qualità all'interno del parco titoli, così come lo è The Walking Dead: Saints & Sinners ispirato alla famosa serie TV e, ovviamente, basato sulla lotta contro gli zombie. Entrambi offrono meccaniche e visuali di alto livello che vogliono paragonarsi a un normale titolo disponibile su console. Lo store è abbastanza popolato, ma chiaramente Quest 2 gode anche di un'altra importante funzione: attraverso il cavo Link (da acquistare a parte) il visore può essere collegato a un PC per giocare a tutto il catalogo attualmente disponibile per il Rift. In breve, Quest 2 è diventato il visore definitivo da usare in casa e fuori casa, con i cavi e senza.

Oculus Quest 2 è disponibile in due tagli di memoria: 64 GB e 256 GB, una scelta importante per il numero di titoli che è possibile installare contemporaneamente. Non sono giochi che occupano una marea di spazio, quindi è da valutare bene se il taglio più grande è davvero necessario. Ultimo lato positivo: il prezzo, 349 euro per la versione da 64 GB e 449 euro per la versione da 256 GB. Siamo poco sotto il livello di una console di nuova generazione, una fascia di prezzo ben più sensata rispetto al passato. Nota negativa per chiudere, la necessità di avere un account Facebook per poter usare questo nuovo modello. A differenza del passato, per poter utilizzare Quest 2 è fondamentale associare il proprio profilo Facebook, pena il non poter accedere al dispositivo. Questo porta con sé due problematiche: se il profilo viene bannato non si potrà accedere al visore e se si decide di eliminare l'account verrà cancellata anche la cronologia dei giochi acquistati. Un piccolo/grande compromesso, quindi, per quello che è il dispositivo di realtà virtuale più interessante sul mercato.