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Agenda Digitale, al via nel Decreto Semplificazione. Intanto il Pdl lancia il nuovo portale

Il primo articolo del decreto al vaglio del Governo Monti dovrebbe riguardare i piani per l’Agenda Digitale. Alfano intanto scopre la tecnologia e annuncia il lancio del nuovo portale del partito.
A cura di Angelo Marra
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Agenda Digitale domani al via nel Decreto Semplificazione Intanto il Pdl lancia il nuovo portale

L'Agenda Digitale Italiana, forse, è già realtà. Nella giornata di oggi il governo dei professori dovrebbe rendere pubblica la lettera d'intenti per la modernizzazione del nostro paese, dopo il Progetto Strategico approvato qualche settimana fa da Passera per ciò che riguarda banda larga ed infrastrutture.

Negli ultimi due mesi sono “trapelate” numerose informazioni sulle intenzioni e sulle modalità con cui l'esecutivo intende muoversi a riguardo, a partire proprio dalla tanto discussa banda larga, diventata “larghissima” nei progetti di Passera ma la cui realizzazione pratica ha suscitato qualche perplessità.

Si passa poi alla digitalizzazione della PA e su questo il Governo Monti si sta già adoperando tramite il dicastero di Francesco Profumo, che ha annunciato l'avvio di alcune innovazioni come l'iscrizione online per le scuole o la messa in rete di una sempre maggiore quantità di Open Data sui siti istituzionali. Nelle intenzioni del governo non c'è solo lo snellimento delle pratiche burocratiche e la conversione in digitale di tutte le attività della PA, ma la volontà di diffondere una vera e propria cultura digitale nelle famiglie italiane che ancora manca e che rappresenta uno dei motivi principali dell'arretratezza dell'Italia nel settore.

L'impegno del Governo Monti nella modernizzazione del nostro paese è diventato una sorta di obbligo nei confronti di una società che da tempo chiede riforme ed innovazione.

Aziende, investitori e semplici utenti hanno manifestato in più occasioni la necessità di mettere l'Italia allo stesso livello dei partner europei e la stessa UE ha più volte spronato sia il governo attuale che quello precedente ad impegnarsi in tal senso. Nelle scorse settimane sono state numerose le iniziative come Working Capital o Mind The Bridge in cui startup e rappresentanti del ventur capital hanno mandato segnali forti alla politica perchè si attivasse nel dare al nostro paese una spinta tecnologica ormai fondamentale.

Il nostro giornale fin dall'inizio ha perorato la causa con entusiasmo, non solo informando i lettori su tutte le novità ed anticipazioni, ma sostenendo le attività che la società civile ha messo in atto per “obbligare” una politica dormiente ad abbracciare quelle che sono le esigenze di un paese che ha necessità di crescere e può farlo soltanto innovando le proprie strutture.

Non sono ancora chiare le modalità con cui il governo intende mettere in pratica i suoi propositi, ma sicuramente aver dato il via ad un processo fondamentale di modernizzazione, almeno sulla carta, è un enorme passo avanti dopo la stagnazione degli scorsi anni che ci rende particolarmente orgogliosi.

Naturalmente le buone intenzioni non bastano e saremo sempre in prima fila per consigliare, analizzare e nel caso criticare anche con forza le idee e i progetti messi in atto dalle istituzioni, cercando di unire gli inevitabili interessi della politica alle necessità di una società che tra le righe dei nostri articoli chiede a gran voce una sola cosa: innovazione.

Di innovazione ha parlato anche il Segretario del PDL Angelino Alfano nel presentare la nuova versione del sito web del partito. L'ex Ministro della Giustizia ha parlato per la prima volta di innovazione e di Agenda Digitale, senza però chiarire come mai per anni l'argomento sia stato del tutto assente dai programmi del suo esecutivo. La nuova veste grafica del sito è stata presentata in pompa magna e fa parte di una strategia messa in piedi dal partito di Berlusconi che strizza l'occhio alle nuove tecnologie, con la versione ottimizzata per dispositivi mobili e l'integrazione con i principali social network come Twitter o Facebook.

Naturalmente quanto ai contenuti i leit motiv rimane quello dello stampo classico berlusconiano; foto risalenti almeno ad una decina di anni fa (o con un cospicuo intervento di Photoshop), messaggi presi dai social network ma filtrati accuratamente per essere in linea con la devozione religiosa verso il leader supremo, persino le letture consigliate sono selezionate tra i grandi classici della lettura italiana con nomi del calibro di Lupi, Alfano e Sacconi.

Da oggi però gli elettori del PDL potranno leggere i 10 meriti di Berlusconi comodamente su iPad o smartphone, utilizzando reti mobili e tutta la tecnologia che fino a ieri, fino a quando si governava, sembrava non interessare a nessuno.

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