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Amazon avrebbe piazzato una serie di ordini a sorpresa ad alcuni suoi fornitori per aumentare lo scorte dei suoi magazzini di prodotti realizzati in Cina. Lo riporta Business Insider, sottolineando che la decisione presa dal colosso dell'ecommerce avrebbe a che vedere con l'anticipazione di una ricaduta sulla catena di produzione dovuta alla diffusione del coronavirus. "Amazon vi ha inviato una serie di ordini per prepararsi a possibili problematiche sulla catena di produzione causate dai recenti eventi globali nati in Cina" si legge in una delle email ottenute dalla testata.

L'azienda avrebbe spiegato ai fornitori che gli ordini riguardano prodotti venduti negli USA ma realizzati in Cina e che l'obiettivo di Amazon è quello di riempire i magazzini per garantirsi "settimane di scorte". Per questo ha anche deciso di concedere ai fornitori cinque giorni extra le per spedizioni e li ha sollevati dal pagamento di alcune tasse di spedizione. La decisione è d'altronde giustificata dall'importanza che ha la Cina per Amazon: circa il 40 percento delle vendite dell'azienda deriva da questi fornitori, che a loro volta dipendono da fabbriche cinesi per la produzione dei loro prodotti. Se dovesse esserci un rallentamento di questa produzione, il colosso dell'ecommerce ne risentirebbe enormemente.

"In via precauzionale stiamo lavorando con i fornitori per assicurarci scorte addizionali per mantenere la nostra selezione da offrire ai clienti" ha spiegato Amazon in una nota, confermando gli ordini aggiuntivi. Non è peraltro l'unico cambiamento che l'azienda ha attuato in risposta alla diffusione del virus; la scorsa settimana ha notificato i suoi venditori chiedendogli di prendere precauzioni per assicurarsi che le vendite non vengano influenzate dal virus. I consigli sono quelli di cancellare ordini che i venditori non sono più in grado di garantire, attivare la modalità vacanza dell'account per non ricevere ordini e gestire in maniera più responsabile le scorte.

Amazon non parteciperà al Mobile World Congress

Amazon ha inoltre deciso di non partecipare al Mobile World Congress, uno degli eventi più importanti per la tecnologia globale che si terrà a fine febbraio a Barcellona. Con lei anche altre aziende, tra cui Sony e Nvidia, hanno deciso di non cancellare la loro presenza all'interno della fiera, il cui svolgimento quest'anno sembra essere sempre più minato dalla diffusione del coronavirus. "Oltre a tutte le misure sanitarie e di sicurezza messe in atto" – si legge in una nota degli organizzatori, che hanno chiesto di evitare le strette di mano – "stiamo collaborando con le autorità sanitarie spagnole, i partner della città ospitante e le altre agenzie coinvolte per rassicurare i partecipanti e gli espositori che la loro salute e sicurezza sono la principale preoccupazione".

tot. contagiati 105.792
31 marzo 2.107
tot. guariti 15.729
31 marzo 1.109
tot. deceduti 12.428
31 marzo 837