"Il cyberbullismo non rientra tra le forme di educazione alla legalità, aspetto su cui noi dobbiamo puntare. È per questo che introdurremo l'educazione civica, che comprenderà anche questo argomento", lo ha dichiarato il Ministro della Pubblica Istruzione Marco Bussetti a Caivano, dove è intervenuto per la presentazione del progetto del Moige, in collaborazione con Lenovo,  "Giovani ambasciatori contro il cyberbullismo" tenutosi all'istituto superiore Francesco Morano.

"Giovani Ambasciatori contro il cyberbullismo" è la nuova campagna nazionale del Moige, presentata in occasione del Safer Internet Day 2019, che ha introdotto un primo centro mobile di sostegno e supporto contro il cyberbullismo, un numero verde dedicato e una rete di oltre 1500 "Giovani Ambasciatori". Un progetto che ha coinvolto più di 50.000 ragazzi in oltre 100 scuole superiori di tutta Italia, per informarli e (soprattutto) formarli contro i pericoli del cyberbullismo, delle fake news e per un web sicuro.

Educare e formare veri e propri ambasciatori contro la lotta al cyberbullismo, è questo uno degli scopi dell'iniziativa del Moige, che coinvolgerà alcuni dei rappresentanti di una serie di istituti superiori, per farli diventare un punto di riferimento e di segnalazione per i propri compagni di istituto, supportati anche dalla presenza di una vera e propria motorhome, che raggiungerà direttamente i comuni e le scuole che lo richiederanno, e che porterà con se esperti psicologi e psicoterapeuti.

"Non possiamo che essere a fianco del Moige per quest’iniziativa preziosa di impegno sociale ed educativo per la protezione dei nostri ragazzi", ha dichiarato Guido Terni, Education Manager di Lenovo in Italia, "Siamo fermamente convinti che la tecnologia possa dare risposte concrete alle richieste di aiuto dei bambini e dei genitori, sia per il valore inclusivo intrinseco dei dispositivi intelligenti oggi a portata di tutti sia per l’esigenza, sempre più necessaria, di educare grandi e piccoli all’uso migliore che si possa fare della tecnologia”.

Nel corso della conferenza stampa si è anche dibattuto sul tema della dispersione scolastica "che non riguarda solo queste zone, ma è un tema generale, per i numeri che rappresenta", ha commentato il Ministro Bussetti, "da Caivano vogliamo però dare un segnale importante, e dire che oggi è arrivato l'appoggio del Governo".

D'altronde non servivano di certo i dati dell'indagine presentata dal Moige per capire che i nativi digitali sono sempre più connessi, ma dalle statistiche presentate nel corso della conferenza stampa sono emersi particolari molto significativi sul fenomeno del cyberbullismo e sulle fake news: 31% del campione ha dichiarato di essere stato un “​cyberbullo”​, condividendo video imbarazzanti con lo scopo di prendere in giro i compagni; inoltre più della metà del campione (circa il 55%) ha dichiarato di aver creduto ad una fake news.

"​Sono convinto che su temi come questo sia necessario valorizzare metodi educativi circolari che sappiano mettere i ragazzi al centro di un processo di confronto e condivisione che li veda protagonisti." – ha commentato Giuseppe Falcomatà, Sindaco di Reggio Calabria e Delegato Anci –  "Il web rappresenta certamente una grande opportunità formativa e di crescita relazionale ma nasconde una serie di insidie che, per fortuna, negli ultimi anni, proprio grazie all'attenzione che le istituzioni hanno rivolto a questo mondo, sono sempre più note ed evidenti."

Insomma, così come il modello trasmissivo della scuola che (molto lentamente) sta mutando e abbandonando l'ormai anacronistico metodo basato esclusivamente sulla trasmissione delle conoscenze "dalla cattedra" per abbracciare sempre di più il concetto di "Flipped Classroom", anche la lotta ai pericoli del web si sta evolvendo: è chiaro che un approccio meramente repressivo non è adatto a relegare il controllo dei rischi derivanti dagli abusi sulla rete. È quindi più opportuno che la scuola, la famiglia e tutte le agenzie educative vengano inserite in un sistema più ampio, composto anche (e soprattutto) dai più giovani.

E tutto sommato è questo il senso dei "Giovani Ambasciatori contro il cyberbullismo" del Moige, un esempio positivo per i propri coetanei, un punto di riferimento e – perché no – una spalla su cui piangere e sfogarsi, per poi arrivare a prendere coscienza di una verità importantissima: in momenti difficili, derivanti anche dal cyberbullismo, ormai non si è più soli.