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Sono bastate un paio di giornate decisamente storte per privare Apple del titolo di azienda da mille miliardi di dollari. Nel corso degli ultimi giorni il valore delle azioni della casa di Cupertino ha subito infatti un rapido (anche se probabilmente temporaneo) declino, portando la capitalizzazione di mercato sotto la fatidica soglia, per la prima volta dopo aver raggiunto il traguardo ad agosto di quest'anno.

È iniziato tutto all'inizio del mese, con la pubblicazione degli ultimi risultati trimestrali del gruppo. Nel periodo in esame Apple ha fatto registrare profitti in aumento ma vendite in stallo, e nell'illustrare i risultati ha aggiunto due postille di non poco conto — ovvero che si aspetta una stagione natalizia poco entusiasmante, e soprattutto che non avrebbe più diffuso i dati relativi al numero di dispositivi smerciati ogni trimestre. L'ultima mossa in particolare non è piaciuta agli osservatori né tantomeno agli investitori — sospettosi che il gruppo voglia mascherare l'andamento futuro delle vendite perché convinto che non si riprenderanno più. Come risultato, nell'immediato le azioni di Apple hanno iniziato a perdere valore fino a scendere temporaneamente per poi però riprendersi e riportare il gigante sopra quota un miliardo in tempo per la chiusura della giornata.

La seconda batosta è arrivata nelle scorse ore dal Nikkei Asian Review, le cui fonti hanno riferito di vendite al di sotto delle aspettative per l'iPhone XR appena uscito sul mercato (e sul quale numerosi osservatori riponevano grande fiducia). Secondo la pubblicazione giapponese, Apple avrebbe infatti comunicato alle aziende appaltatrici che assemblano i dispositivi di non procedere con il piano di espansione delle linee produttive inizialmente concordato prima del lancio. A Foxconn in particolare sarebbe stato chiesto di produrre 100mila unità al giorno in meno rispetto alle previsioni, ma la situazione sarebbe simile anche presso Pegatron; a Wistron sarebbe invece stato chiesto di rimanere in attesa per eventuali picchi di domanda che però nella stagione natalizia non dovrebbero verificarsi. Di contro, le richieste relative ai più economici iPhone 8 e 8 Plus sarebbero in aumento.

Apple non ha commentato le indiscrezioni, ma l'autorità della pubblicazione e la cassa di risonanza data alla notizia da siti e blog sono bastati a far sì che gli investitori punissero tutte le aziende coinvolte, Apple inclusa. Il valore della società è finito così con lo scendere al di sotto della soglia dei mille miliardi, anche se il peggio ormai sembra essere alle spalle. Con tutta probabilità — complice anche l'arrivo sul mercato di una nuova serie di dispositivi iPad e Mac — la valutazione tornerà a salire nei prossimi giorni.