Fortnite, il videogioco dei record
7 Marzo 2020
17:23

A 10 anni fa finta di giocare a Fortnite con un’arma giocattolo e viene arrestato

Questa storia che vede al centro Fortnite accade in Colorado, e risale a 7 mesi fa. La famiglia del bambino, Gavin, l’ha resa nota solamente adesso. A raccontarla è la madre, Stefanie Carpenter su Facebook, il giorno dopo il ritiro dell’accusa, come monito agli altri genitori sulle conseguenze di dare ai figli un’arma giocattolo.
A cura di Lorena Rao
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Fortnite, il videogioco dei record

Gavin Carpenter, 10 anni, gioca fuori casa con un suo amico, imitando il suo videogioco preferito: Fortnite. In mano un'arma giocattolo, puntata per l'esaltazione verso un guidatore, che per lo spavento inchioda sul marciapiede. Da lì il corso degli eventi assume tratti grotteschi: l'uomo scende dal mezzo e urla contro i bambini, che si rifugiano nella casa dei nonni, a Colorado Springs, negli Stati Uniti. Il guidatore li segue, fino a quando una telecamera di sorveglianza non mostra lo scontro verbale con un altro adulto affacciato alla porta in cui sono entrati i bambini. "Non so che tipo di pistola fosse. Era una specie di pistola!" urla l'uomo spaventato, che decide in seguito di chiamare la polizia. Pochi minuti dopo, le forze dell'ordine arrestano Gavin. Lo ammanettano e lo conducono in centrale per prendere impronte digitali e foto segnaletica. Il bambino è accusato di reato di minaccia. Per ritornare a una fedina penale pulita, Gavin è entrato in un programma di servizio per la comunità.

Questa storia risale a 7 mesi fa, ma la famiglia di Gavin l'ha resa nota solamente adesso. A raccontarla è la madre, Stefanie Carpenter su Facebook, il giorno dopo il ritiro dell'accusa, come monito agli altri genitori sulle conseguenze di dare ai figli un'arma giocattolo. "In questo momento stiamo cercando di far tornare la fiducia a Gavin, facendogli capire che può fidarsi delle forze dell'ordine, perché dopo tutta questa storia ne ha paura" ha scritto. Anche il bambino si è espresso sulla vicenda tramite dichiarazioni a KXRM: "Sapevo di aver fatto qualcosa di sbagliato" afferma Gavin, "ma non credo che avrei dovuto essere arrestato e portato in un'auto con le manette in un posto per foto segnaletiche e impronte digitali". Le autorità invece non hanno voluto parlare con i media locali del reato legato a un minorenne. Tuttavia lo sceriffo dell'ufficio ha dichiarato a una stazione televisiva del Colorado che incidenti dovute ad armi giocattolo possono causare gravi accuse penali.

Adesso, l'obiettivo primario della famiglia Carpenter è quello di allontanarsi da Colorado Springs. Scrive ancora Stefanie su Facebook: "Non posso vivere in uno stato in cui i miei figli non possono essere bambini e giocare fuori senza aver paura di essere arrestati". Del resto, l'arma giocattolo usata da Gavin era un fucile NERF, con tappo arancione ben evidente. Ma ciò non ha limitato le pesanti conseguenze del suo gesto.

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