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Brunetta e Stracquadanio sollevano la rivolta del Web: ecco la “peggiore Italia”

La pazienza degli italiani sembra essere sul punto di esaurirsi. La politica offende sempre più spesso gli elettori e la risposta del web non si fa attendere.
A cura di Anna Coluccino
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tirare la corda

Il popolo del web, oggi, è in grande fermento. Non si contano i post, le immagini, i trend su Twitter, i commenti, le invettive e i gruppi nati nel giro di poche ore allo scopo di esprimere profonda indignazione per le dichiarazioni indecenti "coraggiose" che Giorgio Stracquadanio e Renato Brunetta hanno rilasciato (rispettivamente) sulla Rete e sui precari italiani. Secondo Stracquadanio, la rete sarebbe popolata di nullafacenti, mentre per Brunetta i precari rappresenterebbero "l'Italia peggiore".

Se non credete al fatto che un deputato del parlamento italiano e un ministro della Repubblica possano aver fatto dichiarazioni del genere, esistono prove filmate.

Ma proviamo ad analizzare, uno per volta, gli scivoloni politici dei due esponenti del PDL.

Giorgio Stracquadanio

“ La sinistra vince sul web perché il suo popolo non fa un cazzo. ”
Giorgio Stracquadanio

A volte, quando si tenta di sminuire la portata di una rivoluzione,  finisce che la rivoluzione bussa alla tua porta e domanda il conto. Le analisi degli stravolgimenti politici non dovrebbero mai essere guidate da sterili tentativi di negare l'evidenza, specie se -come in questo caso- l'evidenza è che il popolo italiano (tutto) ha preso piena coscienza della forza mediatica di Internet e se ne è servito per veicolare idee, pensieri, bisogni collettivi; per riscoprirsi parte di un unico, solido, gruppo di individui, pronto a far fronte comune sulle questioni davvero importanti. Il risultato delle ultime consultazioni elettorali, dalle amministrative ai referendum, è totalmente dipendente dalle campagne nate sul web e la portata di un simile stravolgimento non può essere certamente sintetizzata dal concetto che "siccome tutti gli impiegati pubblici votano a sinistra, e siccome dalle le due del pomeriggio alle dieci di sera non hanno un cazzo da fare, allora è ovvio che abbiano il tempo di montare un casino via Internet". Questa la raffinata analisi politica di Giorgio Stracquadanio, secondo il quale gli elettori di destra sarebbero dei lavoratori indefessi che non hanno né la voglia né la possibilità di perder tempo su Internet, mentre quelli di sinistra sarebbero dei lavativi il cui unico obiettivo giornaliero è stare sul Web a montare campagne politiche random. Quel che Stracquadanio non vede, però, è che se anche esistesse un "popolo di sinistra che fa campagna sul web", quel popolo è riuscito a convincere con le sue argomentazioni (e senza spendere neppure un euro in campagne elettorali strombettanti e scialacquone) non pochi elettori di centrodestra, giacché -rispetto alle consultazioni di due o tre anni fa- i votanti del blocco PDL-Lega sono notevolmente diminuiti.

Ma un ragionamento di questo tipo prevederebbe il "vizio di pensare che una tesi va asseverata con dei fatti" e, checché ne dica Stracquadanio, il teorema da lui espresso non appare sostenuto dal benché minimo dato.

Anche la rete ne è convinta. E, a dimostrazione di quanto affermato, ecco le dichiarazioni dei twitters rispetto all'hashtag #stracquadanio.

stracquadanio

Insomma, Stracquadaio lavorerà anche tanto, eppure -secondo molti utenti del web- gli rimarrebbe il tempo di dire non poche corbellerie. Questa, infatti, non è certo la prima uscita infelice del deputato del PDL. Anzi, il suo è un curriculum piuttosto vasto.

Ma, come dicevamo in apertura, oggi non è solo Giorgio Stracquadanio a tenere banco su Internet. La palma d'oro della giornata, infatti, spetta ad un altro esponente del PDL, nonché ministro della Repubblica: Renato Brunetta.

Renato Brunetta

“ Questa è la peggiore Italia. (Rivolto ai precari della pubblica amministrazione) ”
Renato Brunetta

E' lui, il ministro Brunetta, il vero oggetto dell'indignazione popolare che raramente si è espressa con tanta veemenza contro un "uomo delle istituzioni".

Nel corso della Giornata Nazionale dell'Innovazione, due aderenti alle Rete dei Precari della Pubblica Amministrazione chiedono al ministro di salire sul palco, ma non fanno in tempo a pronunciare la parola "precari" che il ministro sbotta e fugge via affermando "Questa è la peggiore Italia". Le parole di Brunetta sono pesanti e intollerabili, e neppure la giustificazione più arzigogolata potrà sminuire di una virgola il peso di una tale affermazione. Figuriamoci poi se la sua giustificazione si esprime nei seguenti termini: "Basta con la retorica del precariato, ci vuole concretezza. Ogni tanto c'è una madre che si lamenta con me perchè suo figlio non trova lavoro, ma quando le dico: ‘bene, allora domani mattina alle 5 vada ai mercati generali a scaricare le cassette', lei risponde sempre no". Quindi, seguendo il ragionamento di Brunetta, i precari italiani sono "la peggiore espressione dell'Italia" perché, dopo vent'anni di studio e milioni di promesse di un lavoro degno, si rifiutano di andare a scaricare le cassette ai mercati generali.
Ma Brunetta non sa che la maggior parte dei precari non rifiuta affatto lavori di questo tipo, anzi, ne fa anche di più pesanti. Ma perché i giovani non dovrebbero aspirare ad avere ciò per cui hanno faticato, studiato e lottato? Perché non dovrebbero urlare all'indirizzo di chi ha promesso "lavoro e dignità" per poi consegnar loro un vagone di letame dicendo "Embé? Perché non te lo prendi? Allora vuol dire che non vuoi lavorare!"
E' forse il desiderio dei precari di ottenere ciò che meritano e ciò che è stato loro promesso quando hanno intrapreso gli studi universitari a renderli "l'Italia peggiore"?

La reazione di indignazione da parte della rete è stata immediata. Post, commenti, foto, gruppi di denuncia e persino una petizione che intende sfiduciare il ministro.

Ecco un piccolo assaggio di come appare (in questo momento) il profilo del ministro.

profilo_brunetta

Ma non è tutto. Fin dalle prime ore del mattino, su Twitter è stato lanciato un hashtag che recita #lavoriprecaridibrunetta, un trend che, al momento, viaggia sugli 8 tweet al minuto.

lavoriprecaridibrunetta

Questi ultimi avvenimenti non fanno altro che confermare una tendenza che, ormai, va affermandosi in maniera prepotente anche nel nostro paese. Le parole e le azioni dei politici italiani sono sottoposte al vaglio del popolo del web e non ci vorrà molto perché il sollevamento dell'indignazione popolare attraverso la rete abbia vistose conseguenze sulla vita reale (oltre che su quella virtuale). Grazie al web, oggi moltissime persone hanno saputo ciò che Brunetta e Stracquadanio hanno detto, e non l'hanno gradito. Forse (presto) la mancanza di gradimento avrà delle conseguenze, come ad esempio l'effettivo obbligo alle dimissioni di figure istituzionali che si arrogano il diritto di offendere quello stesso popolo che dovrebbero rappresentare. Il popolo sovrano. Quello che li ha eletti e dai cui desideri dovrebbero dipendere.

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