L'ascesa dei robot per il sesso è ormai certa: sono finiti i tempi delle vecchie e brutte bambole gonfiabili, che ora hanno lasciato spazio a veri e propri robot in grado di interagire con gli utenti, rispondere alle domande e "sentire" le interazioni fisiche. Così, nel mondo, si sta diffondendo una nuova tendenza legata all'utilizzo di queste bambole. Sono i digisexual, i digisessuali, cioè quelle persone che scelgono di fare sesso solo con i robot dalle sembianze umane senza quindi avere rapporti con persone vere del sesso opposto.

Si parla di bambole dotate di pelle in silicone estremamente realistica e la capacità di rispondere agli stimoli sensoriali e uditivi, per interagire con il partner in carne ed ossa come se si trattasse di una fidanzata vera. Una novità nel mondo del sesso che ha portato diversi uomini a scegliere come uniche "partner" dei robot, che in alcuni casi diventano delle vere e proprie fidanzate: c'è chi le porta fuori a cena e chi le sposta per casa vestendole e curandone ogni aspetto, dialogando con questi robot come se convivesse con una ragazza.

Un fenomeno, quello dei robot del sesso, in continua espansione e che recentemente ha persino visto aprire una casa chiusa a Barcellona all'interno della quale è possibile fare sesso solo con bambole robot. Secondo uno studio di Neil McArthur e Markie Twist della University of Manitoba, in Canada, gli psicoterapeuti dovranno prepararsi ad accogliere sempre più pazienti affetti dalla cosiddetta digisessualità, cioè la decisione di avere rapporti solo con robot. "I robot di questo tipo sono in continua evoluzione" hanno spiegato i ricercatori. "La nostra previsione è che rappresenteranno un'esperienza sessuale differente rispetto a quella offerta dalle attuali tecnologie. Questi robot saranno realizzati specificatamente per accogliere i desideri dei proprietari e faranno cose che i partner umani non possono o vogliono fare".

Ma se è vero che oggi i clienti possono scegliere elementi come la forma del volto, il colore dei capelli e la dimensione di ogni parte del corpo, dall'altra il settore delle bambole del sesso è finito subito al centro della polemica a causa della preoccupazione che la diffusione di queste bambole reali e inermi potrebbe diffondere una sorta di "cultura dello stupro" incentrata proprio sull'impossibilità di reagire da parte dei robot, che peraltro a volte sono dotati di una modalità "frigida". Ma anche della pedofilia con bambole raffiguranti bambine, che i clienti potrebbero richiedere alle aziende produttrici.

Cos'è un sex robot?

La risposta più semplice potrebbe essere: un'evoluzione dei classici sex toys. Oggi alcune aziende producono vere e proprie bambole a grandezza naturale dotate di tutti gli elementi adatti a consumare un rapporto sessuale. Un approccio di certo non nuovo – queste proposte sono in commercio da anni, a costi piuttosto alti – ma ora il mercato sta abbassando la sua fascia di prezzo e, soprattutto, sta introducendo l'intelligenza artificiale in questi robot. Cosa significa? Che la "bambola" è in grado di rispondere a frasi e stimoli, è dotata di riscaldamento e di sensori in grado di rilevare il tocco. Per questo secondo alcuni studiosi "queste relazioni potrebbero diventare veri e propri tradimenti". A Barcellona è persino nato il primo bordello con prostitute robot. Ma, anche in questo caso, i problemi sono arrivati quasi subito: al proprietario sono giunte diverse richieste di bambole raffiguranti bambine.