Opinioni
5 Ottobre 2013
11:07

Come si seguono le orme di un genio? Quanto (e come) è cambiata Apple a due anni dalla morte di Steve Jobs

E’ questa la domanda che si sarà posto Tim Cook, in questi due anni dalla morte di Steve Jobs, in questi due anni dove ha dovuto affrontare la sfida di mantenere ai massimi livelli l’azienda tecnologica più famosa al mondo, dopo un lungo periodo di stolte ed innovazioni.
A cura di Dario Caliendo

The show must go on, ma non è semplice. Da quando Tim Cook ha preso le redini in mano, le azioni di Apple hanno perso un quarto del proprio valore in borsa, e gli investitori ne hanno iniziato mettere in discussione la solidità e la crescita futura. In effetti, è difficile pensare ad un' Apple senza Jobs, senza la persona che con le sue idee ha radicalmente influenzato non solo il mondo dei personal computer, ma anche quello della musica, della telefonia cellulare, dell'editoria, della computer animation e, per ultimo, quello dei tablet PC. L'iPhone, l'iPad, l'iPod, hanno praticamente dato vita ai rispettivi mercati, ed il loro valore va ben oltre il consumismo, al punto tale che il Museo delle Arti Moderne di New York ha deciso di esporre un iPod di prima generazione. Jobs è stato rinominato CEO nel decennio del 2009 e, per molti, è considerato l'amministratore delegato del secolo.

Il lavoro di Steve Jobs, che ha sempre avuto Tim Cook al suo fianco come Chief Operating Officer, ha trasformato Apple in un colosso da 440 miliardi di dollari, soprattutto grazie all'intuizione di dare vita alla grande distribuzione di dispositivi basati su memoria flash, ben prima che tutto il mondo della tecnologia capisse che questa tipologia di dispositivi avrebbe invaso il pianeta, influenzando e cambiando radicalmente lo stile di vita di gran parte di noi. Insomma Steve Jobs è riuscito a creare una delle startup di maggior successo al mondo, ed il periodo dal 1998 al 2011 è destinato ad entrare nella storia della tecnologia e diventare un vero e proprio argomento didattico e di discussione.

Innovazione vs. incrementalismo. Gli investitori, gli analisti ed i consumatori di Apple sono ormai stati abituati ad assistere al lancio di prodotti incredibili ed innovativi, ma l'Innovazione di Apple si è fermata da quando è stato presentato l'iPad, ben tre anni fa. In una recente intervista a Bloomerg BusinessWeek, Cook ha messo bene in evidenza che le strategie dell'azienda sono radicamente cambiate ed ha portato avanti una discussione totalmente incrementalista, anche se ha formulato l'argomento in termini di innovazione: "in molti vedono l'innovazione come un cambiamento radicale, ma noi non abbiamo mai visto le cose così".

 

Apple è partita in vantaggio. Parliamoci chiaro, l'azienda di Cupertino ha goduto di un vantaggio non indifferente nel mercato degli smartphone e dei tablet. Ok, direte voi, il mercato dei telefoni cellulari era già saturo quando è stato introdotto il primo iPhone, ma nessuna azienda aveva mai osato tanto con uno smartphone. Attualmente però, ci sono chiari segnali che la concorrenza sta iniziando a recuperare il gap che si era creato: Samsung si è aggiudicata il primato di più grande produttore di dispositivi mobili al mondo, Google con il suo Android è riuscita a collezionare una massiccia quota di mercato ed ora detiene il primato come sistema operativo mobile più diffuso al mondo. Insomma, nonostante il 69% dei profitti di Apple derivino dal settore mobile, le cose stanno cambiando radicalmente (e, permettetemelo, molto velocemente).

Un iPad per domarli tutti. E' indubbio che il mercato dei tablet è di Apple, ma  l'azienda di Cupertino deve affrontare a testa alta la concorrenza, in particolare quella di Google, Samsung e Microsoft. Il dispositivo di Apple rimane il tablet più popolare, ma nonostante ciò in questo settore le vendite sono calate sensibilmente, passando dai 19,5 milioni di iPad venduti nel primo trimestre del 2013, ai 14,6 milioni di iPad venduti nel secondo trimestre. Parte di questo calo è stata sicuramente influenzata dalla mancata presentazione di un nuovo dispositivo nel corso del primo trimestre (a differenza di quanto è accaduto negli anni precedenti), ma anche l'incredibile crescita della concorrenza ha avuto un suo ruolo: nel secondo trimestre del 2013 Samsung ha spedito 8,1 milioni di unità, con un importantissimo incremento del 277% rispetto allo stesso periodo del 2012, e per quanto riguarda i sistemi operativi, nonostante iOS resti l'OS meglio ottimizzato per questa categoria di device, Google sta facendo dei grandi passi in avanti con il suo Android, e Microsoft con i nuovi Surface 2 riuscirà sicuramente ad assicurarsi una fetta di mercato.

 

Naturalmente gli azionisti e gli analisti di Wall Street si concentrano sul prezzo delle azioni: nell'ultimo anno Apple ha perso più di 100 miliardi di dollari in capitalizzazione di mercato. Certo, Cook non è mai sembrato troppo preoccupato, anche se ha più volte affermato di non essere entusiasta di questo stallo del valore azionario della sua azienda ed anche se il CEO ha cercato di risolvere il problema, anche tramite un robusto programma di acquisto, quest'anno le azioni di Apple sono in calo del 10%, ma c'è da considerare che l'indice NASDAQ relativo alle tecnologie è salito di oltre il 20%.

Eppure, nonostante il crollo in borsa, il core business di Apple continua a far valere il suo potere. I nuovi iPhone sono un grande successo. Proprio lo scorso lunedì, Apple ha pubblicamente dichiarato di aver superato ogni record di vendita, arrivando al record di nove milioni di iPhone 5S e 5C venduti nel primo fine settimana dalla presentazione. Anche quest'anno, milioni di appassionati si sono riuniti avanti gli Apple Store di tutto il mondo, per aspettare assieme la vendita dei primi terminali. Insomma, Tim Cook ha più volte dimostrato che sarebbe disposto a scuotere e riorganizzare la gestione di Apple, nel caso in cui lo ritenesse necessario, e l'uscita dall'azienda di Scott Forstall e John Browett ne sono un chiaro esempio.

Il discorso è chiaro. Il nuovo CEO di Apple non ha bisogno di guardare molto avanti nel tempo per vedere cosa può accadere quando un colosso tecnologico riposa sugli allori. Ma la domanda che personalmente mi pongo è se i miglioramenti incrementali ai prodotti esistenti saranno ancora per molto sufficienti a portare introiti all'azienda, oppure se è arrivato il momento di introdurre nuovi prodotti innovativi.

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