In questi giorni di diffusione del coronavirus in Italia, anche il nostro Paese sta iniziando a fare i conti con alcune misure straordinarie adottate dal governo che limitano le attività dei cittadini nei luoghi interessati dall'epidemia. Palestre e associazioni sportive stanno iniziando a trasferire online parte delle proprie attività, ma in Cina — dove l'inizio delle procedure di isolamento risale ormai a settimane fa — la situazione è decisamente più avanzata e in molti ormai organizzano veri e propri party online ai quali si può partecipare collegandovisi in streaming da casa propria.

Come funzionano le discoteche virtuali in Cina

Il fenomeno è esploso fin dai primi giorni di isolamento della città di Wuhan, quando artisti e locali hanno cominciato a rivolgersi alle piattaforme di streaming video locali per dare agli abitanti la possibilità di assistere a concerti e dj set nonostante il divieto di uscire di casa. Il successo di questi eventi virtuali però è stato tale da incoraggiare sempre più artisti ad organizzarne di simili. Il funzionamento è semplice. Gli artisti — nel caso di queste feste si tratta per lo più di DJ — innanzitutto allestiscono il proprio set composto di console e cuffie esattamente come farebbero per un evento dal vivo. Dal momento che però la presenza del pubblico non è prevista, il luogo di organizzazione conta solo relativamente: può essere la sala del locale dell'organizzatore, una camera d'albergo o il soggiorno dell'artista; con la tecnica del green screen del resto è possibile mascherare lo sfondo delle riprese per sostituirlo con qualunque altro elemento da mostrare agli spettatori.

Cosa serve per organizzarli

Insieme alla console l'equipaggiamento video è uno degli elementi più importanti della strumentazione, dal momento che deve essere in grado di effettuare riprese nitide e fluide in un ambiente potenzialmente poco illuminato come la console. A chiudere il cerchio c'è la connessione di rete, effettuata tramite un telefono cellulare o una linea fissa, che proietta in streaming il flusso video presso una delle piattaforme di condivisione in uso in Cina. Per risparmiare, riprese e connessione online possono essere gestiti da un semplice smartphone, ma al di là della qualità video proposta il risultato non cambia: l'evento è disponibile online per migliaia di spettatori che possono commentarlo in diretta pubblicando interventi che vengono proiettati in tempo reale sulla schermata dell'evento, dando agli altri spettatori la sensazione di essere in compagnia.

Non si tratta chiaramente di una soluzione ideale per chi brama un po' di svago, ma all'interno di un Paese parzialmente isolato sta riscuotendo successo: un club di Shanghai ha già ricavato da questo tipo di eventi più di 90.000 euro, provenienti dalle mance che gli utenti connessi possono inoltrare agli organizzatori attraverso le piattaforme di streaming — anche se gli introiti riescono a malapena a coprire i costi della chiusura forzata. È ancora difficile prevedere se le cose andranno in modo simile anche in Italia, ma le premesse per certi versi esistono già: in Lombardia i luoghi di aggregazione sono tutti chiusi dopo le 18; bar, pub e discoteche non fanno eccezione, e i frequentatori abituali trascorreranno tra pochi giorni il primo weekend senza alternative sociali, con la possibilità che il blocco venga esteso ulteriormente.

tot. contagiati 101.739
30 marzo 1.648
tot. guariti 14.620
30 marzo 1.590
tot. deceduti 11.591
30 marzo 812