L'impatto che servizi come Netflix e Amazon Prime Video hanno avuto sul settore dei film e delle serie TV va ben oltre il (non tanto) semplice elemento tecnologico legato allo streaming di contenuti in alta risoluzione su ogni tipo di dispositivo. Ciò che questi servizi hanno portato con sé è anche una notevole diminuzione del fenomeno dei download illegali – tramite torrent o altri strumenti – sostituiti da un abbonamento mensile che, da soli o in compagnia, si sceglie di pagare in cambio di comodità e contenuti. Un approccio che si è rivelato vincente, come dimostrano i numeri in costante diminuzione dei download illegali, ormai confinati a quelle serie che non raggiungono i servizi in abbonamento o che non sono disponibili in determinati paesi. Quest'ultimo caso è proprio quello che ha coinvolto Disney+ e il suo The Mandalorian, la prima serie TV live action sull'universo di Star Wars che ha fatto esplodere di nuovo il fenomeno dei torrent.

Il periodo d'oro di Netflix, cioè quello in cui il servizio regnava praticamente incontrastato, ha visto scendere vertiginosamente i numeri legati alla pirateria. Tra il 2011 e il 2015, il traffico dati legato a Bittorrent negli USA è sceso dal 52,01 al 26,83 percento, mentre in Europa uno studio ha mostrato come il numero di adolescenti (15-24 anni) dediti alla pirateria sia sceso dal 25 al 21 percento tra il 2016 e il 2019. Anche le visite ai siti di download illegale sono calate da 206 a 190 miliardi nel 2018. Lo streaming è quindi riuscito ad arginare uno dei più grandi problemi delle case di produzione, una presa di coscienza che altri settori – in primis quello sportivo – non hanno ancora inspiegabilmente compreso, continuando ad offrire modalità di fruizione ancorate al passato. Per questo gli streaming illegali delle partite di calcio sono sempre numerosi.

Ora, però, stiamo assistendo ad un trend opposto, guidato da un lato dalla nascita di nuovi servizi in streaming e dall'altro dall'arrivo di enormi player sul mercato che, però, non sempre possono raggiungere tutti i mercati in contemporanea. A differenza di Apple TV+, che con i suoi contenuti originali non ha avuto problemi con un lancio in contemporanea mondiale, Disney+ ha dovuto sottostare al problema dei diritti, che in ogni paese sono in mano a differenti realtà. Per questo in Europa arriverà a marzo 2020, mesi dopo un lancio statunitense che in questi giorni sta facendo parlare molto di sé. Anche perché uno dei titoli di lancio è proprio The Mandalorian, la prima serie TV live action basata sull'universo di Star Wars.

Il risultato? Nelle ultime ore la serie è letteralmente esplosa sui siti di Torrent, raggiungendo le prime posizioni dei contenuti più scaricati. Un elemento dovuto all'incredibile richiamo che Star Wars ha ancora oggi su una vasta fetta di pubblico, ma anche ad un fattore che va oltre l'universo di Lucas, la Disney e i singoli servizi di streaming. Se i download illegali stanno tornando a salire è anche perché l'attuale panorama dello streaming non è più governato da un unico servizio, ma da una molteplicità di offerte che allo stato attuale possono pesare molto sulle finanze degli utenti. Negli USA ci si può abbonare, tra gli altri, a HBO, Apple TV+, Disney+, CBS All-Access, Amazon Prime Video, Hulu e Netflix, per un totale mensile di 60,93 dollari. In Italia abbiamo Netflix, Amazon Prime Video e Apple TV+, più servizi come Now TV, Infinity, TIM Vision, DAZN e YouTube Premium. E presto arriverà, appunto, Disney+. Non si tratta più di 9 euro al mese ma di decine di euro se si vogliono seguire tutte le serie che ci interessano. Le alternative? Guardare meno contenuti o tornare a scaricarli illegalmente.