Da Mengoni a Einaudi, passando per Ultimo, Daniele Silvestri e Gemitaiz & Madman. La diversificata scaletta delle esibizioni che hanno coinvolto l'anfiteatro in beola grigia costruito da Apple nella Piazza del Liberty di Milano, a pochi passi dal Duomo, è rappresentativa della varietà di pubblico che negli ultimi mesi ha riempito le gradinate della piazza. Un luogo, come si era già detto, tornato a vivere anche grazie agli accordi tra Apple e il Comune di Milano per l'organizzazione di una serie di eventi che hanno coinvolto appunto gli spazi esterni del nuovo Apple Store.

Una stagione di live che per l'Italia ha rappresentato una prima volta assoluta: il progetto Apple Music Live è il primo di questo tipo organizzato dall'azienda di Cupertino nel nostro paese. Una scelta, quella di Milano, non casuale: l'Apple Store realizzato da poco più di un anno a due passi dal centro si è di fatto trasformato in uno dei flagship store più importanti per la mela nel mondo. È una delle cosiddette "piazze" che in altre grandi capitali mondiali stanno trasformando l'idea di Apple Store in uno spazio non solamente dedicato all'acquisto di prodotti, ma anche ad una serie di esperienze che vogliono restituire in qualche modo questi spazi alla città attraverso iniziative gratuite e aperte a tutti.

Lo sono i workshop su prodotti e servizi della mela, ma anche proiezioni di film ed esibizioni dal vivo, che dallo scorso marzo hanno accompagnato a cadenza mensile le serate in Piazza Liberty. Un progetto che per la mela ha rappresentato l'impegno più lungo di questo nuovo approccio nei confronti dei luoghi in cui sorgono gli store e che si è rivelato essere un appuntamento molto apprezzato dai milanesi. Merito la conformazione della piazza, che con la sua struttura ad anfiteatro agevola una fruizione di concerti di ogni tipo, e dell'acustica del luogo, rivelatasi molto buona sia per i live più movimentati e dinamici che per quelli più pacati e caratterizzati da un unico pianoforte.

La diversificazione della proposta musicale è stata poi un elemento che ha consentito a chiunque di interessarsi a queste ricorrenze; Apple non ha scelto solamente artisti pop o autori classici né ha guardato alle mere classifiche, ma ha realizzato un palinsesto che ha accolto anche generi più giovani come la trap e sonorità elettroniche, confezionando una serie di serate che hanno saputo trasformare la piazza milanese in un piccolo angolo magico. Non è scontato, perché il successo di una rassegna di questo tipo passa anche dal modo in cui gli spettatori interpretano il luogo in cui si svolge e lo fanno loro, adattandone gli spazi a seconda delle sonorità e dell'energia che ogni serata porta con sé. Le esibizioni classiche, come quelle di Ludovico Einaudi e la serata dedicata a Piano City Milano, sono state partecipate da un pubblico attento, silenzioso e immobile sui gradini di beola grigia, mentre quelle di Gemitaiz & MadMan, Bad Bunny e Daniele Silvestri hanno immediatamente smosso gli animi trasformando i gradini in una pista da ballo sotto le stelle multi livello.

Menzione d'onore per l'esibizione di Ultimo, uno degli artisti italiani più apprezzati degli ultimi anni che si è presentato in Piazza del Liberty con un live solo pianoforte e voce al quale non solo hanno partecipato gli spettatori che erano riusciti ad ottenere un biglietto – ci si poteva iscrivere online e poi si veniva estratti a sorte – ma anche quelli che, senza biglietto, si sono disposti su tutti i lati della piazza creando un enorme coro a 360 gradi. Ma anche Daniele Silvestri, che nel momento più caldo dell'estate ha regalato al pubblico un'ora di esibizione – contro i 40 minuti ipotizzati – e ha utilizzato il palco per richiamare l'attenzione sull'allora pressante situazione della Sea Watch: "Una volta in una canzone ho raccontato la storia di tante vite, di vite gettate in mare, e non ho pensato di fare nulla di politico. Ora sembra di sì. Dedico questa canzone, Le Navi, alla comandante e all’equipaggio della Sea-Watch" aveva spiegato Silvestri. "Ascoltandolo ora, questo brano sembrerà addirittura eversivo". A chiudere la rassegna è stato invece il pianista Ludovico Einaudi con una (ancor più) magica serata d'ottobre.