6 Maggio 2015
17:39

Dispositivi indossabili, steccature intelligenti e domotica: il futuro secondo Intel

Sono passati cinquant’anni dalla pubblicazione della Legge di Moore. Un enunciato semplice, ma che ha rivoluzionato l’industria tecnologica e ha portato, oggi, alla creazione di tutti i dispositivi che ormai hanno invaso la nostra vita, dai computer agli smartphone, dai tablet agli smartwatch. Ma il futuro è ancora più interessante.
A cura di Marco Paretti

Sono passati cinquant’anni da quando Moore ha pubblicato la sua famosa previsione, dando vita all'ormai leggendaria legge di Moore: “Il numero di transistor incorporati in un chip raddoppierà approssimativamente ogni 24 mesi”. Un enunciato semplice, ma che ha rivoluzionato l’industria tecnologica e ha portato, oggi, alla creazione di tutti i dispositivi che ormai hanno invaso la nostra vita, dai computer agli smartphone, dai tablet agli smartwatch. E sono propri questi dispositivi sempre più piccoli a portare avanti l’evoluzione della legge: allora i computer riempivano intere stanze ed erano gestiti e fatti funzionare da uomini in camice bianco, oggi dispositivi ben più potenti e discreti non solo fanno parte integrante delle nostre vite, ma ci accompagnano stando addosso al nostro corpo.

Il presente è ormai chiaro, ma ben più interessante risulta essere il futuro di tutti questi dispositivi: se in cinquant’anni siamo passati da computer grandi come una stanza a computer che siedono placidamente sul nostro polso, cosa accadrà nel prossimo mezzo secolo? Quando si parla di chip, ovviamente, Intel è in prima linea; essendo una delle aziende leader del settore, non stupisce che la sua attenzione sia ora rivolta a quelle che saranno le applicazioni future dei suoi chip e che abbia fatto della legge di Moore un vero e proprio mantra. Partendo proprio dagli indossabili, che non solo devono essere performanti e discreti, ma anche caratterizzati da un’efficienza energetica di alto livello.

Gli indossabili intelligenti, però, non si limitano a gioielli o tracker di fitness. Le applicazioni future della tecnologia indossabile – intesa non solo come smartwatch ma come dispositivi che siedono (e dialogano) sul nostro corpo – potrebbero vederli utilizzati da operatori sanitari come strumenti di supporto alle cure mediche. Un esempio di questa visione sono le steccature intelligenti: dispositivi in grado di favorire la guarigione di una lesione e di tenere traccia del periodo di recupero che devono affrontare i pazienti affetti da paralisi cerebrale o altre malattie legate a muscoli, articolazioni, ossa o malattie neurologiche. Smart Splint fa parte di questa categoria di dispositivi, ma ha una marcia in più: è stato stampato in 3D, un processo che abbatte i costi di produzione. Oltre a garantire la guarigione delle fratture, la steccatura intelligente può essere utilizzata per monitorare i cambiamenti di pressione in pazienti affetti da paralisi cerebrale e inviare queste misurazioni ad un'applicazione.

Ma i possibili utilizzi degli indossabili sono davvero infiniti. Tra gli esempi più interessanti troviamo uno dei partecipanti al concorso Make It Wearable di Intel: Pro Glove, un guanto speciale che incorpora una gamma di sensori e un chip per trasmettere dati a chi lo indossa per aiutarlo a lavorare in modo più efficiente. In breve, si tratta di un guanto al quale possono essere applicati diversi tipi di “innesti” che ne ampliano le possibilità, dal lettore di codici a barre ad un sensore per chip RFID, piccoli dispositivi che possono essere associati ad un determinato oggetto e poi rilevati tramite la tecnologia NFC. C’è poi la Smart Clip – per ora un prototipo mostrato al CES di quest'anno – un dispositivo che sostituisce il gancio della cintura di sicurezza di vostro figlio e invia un avviso tramite Bluetooth al vostro portachiavi nell'eventualità in cui vi scordiate di portarlo con voi. In questo modo si evitano le morti dei bambini "dimenticati" nelle automobili, spesso a causa di un colpo di calore.

La “next big thing” del settore tecnologico è però sicuramente un’altra: la domotica. Home Gateway è basato sulla scheda di sviluppo Intel Galileo e consente agli sviluppatori di ottenere il proprio sistema di automazione domestica, fornendo un pannello di controllo centrale in grado di dialogare con qualsiasi dispositivo intelligente già disponibile sul mercato. Se ad esempio avete un termostato Nest e lampadine Philips Hue, Home Gateway li metterà in collegamento tra loro. L’aspetto più interessante dell’intero sistema? Tramite alcuni tag RFID l’abitazione è in grado di tenere traccia della vostra posizione all'interno delle stanze, regolando i dispositivi in base ai vostri movimenti. State guardando un film sul divano? Se vi alzate e andate in cucina per fare uno spuntino, Home Gateway accenderà le luci della stanza e trasmetterà automaticamente il film sul tablet della cucina, così potrete continuare a guardarlo.

Tutti questi esempi spesso hanno un punto in comune: la possibilità di comandare vari dispositivi senza doverli effettivamente toccare. In questo un ruolo fondamentale lo ricopriranno le tecnologie di riconoscimento dei movimenti. Una delle più avanzate si chiama RealSense ed è attualmente applicabile a diversi contesti casalinghi e non. Uno dei più interessanti è quello legato ai droni: RealSense li rende completamente autonomi grazie a sensori che acquisiscono lo spazio 3D intorno ad essi, evitando ostacoli e consentendo agli esseri umani di dedicarsi ad altre attività. L’applicazione più utile in questo senso? Lo sviluppo di indumenti dotati di questa tecnologia da mettere a disposizione di chi ha perso la vista. In questo modo potrebbero essere “guidati” da una giacca o una felpa in grado di analizzare dinamicamente l’ambiente che la circonda. Il futuro non è mai stato così interessante.

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