Dopo Facebook, Twitter e Twitch, anche YouTube ha deciso di bloccare l'account dell'attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump dopo l'attacco dei suoi sostenitori al Congresso USA del 6 gennaio; lo ha fatto a tempo indeterminato e comunque per almeno 7 giorni, seguendo proprio le orme degli altri due social che hanno agito con qualche giorno di anticipo in modo simile. La mossa impedirà al canale legato all'inquilino della Casa Bianca di pubblicare contenuti fino all'insediamento del suo successore, il presidente eletto Joe Biden, e non ha mancato di dividere elettori e commentatori da tutto il mondo tra chi sostiene l'iniziativa (magari considerandola tardiva) e chi la considera un atto di censura.

Le motivazioni di YouTube

Le motivazioni dietro alla scelta della piattaforma di condivisione video sono le stesse dalle quali hanno preso le mosse anche Facebook e Twitter, anche se si riferiscono a contenuti più recenti rispetto a quelli pubblicati tra i giorni . Come comunicato dallo stesso portale, gli utlimi video pubblicati sono stati ritenuti contrari alle regole del sito, motivo per cui il canale ha ricevuto il suo primo avvertimento e un blocco di 7 giorni che potrebbe però proseguire a tempo indeterminato. Da una parte insomma YouTube sta applicando al canale del Presidente gli stessi criteri di moderazione ai quali devono sottostare anche gli altri utenti; d'altro canto quello di Trump non è un canale qualunque: già nelle scorse settimane le sue accuse di frodi elettorali contro il partito democratico hanno infiammato gli animi di sostenitori violenti che si sono organizzati per mettere a ferro e fuoco il Congresso statunitense.

I timori per l'insediamento di Biden

I timori di questi ultimi giorni sono però rivolti alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente Joe Biden che avverrà proprio il 20 di gennaio – ovvero alla scadenza minima dell'espulsione da YouTube decretata dai moderatori. È anche a causa di questi timori, probabilmente, che a sostenitori e detrattori sarà vietato l'utilizzo dei commenti sottostanti ai video pubblicati sul canale – per evitare che la piattaforma venga sfruttata come veicolo di contenuti violenti.