Opinioni
6 Ottobre 2014
13:47

Downtown Project, tre suicidi tra i membri del progetto per portare la felicità a Las Vegas

Downtown Project avrebbe dovuto portare la felicità a Las Vegas, rivitalizzando uno dei quartieri più malfamati della città. Ad oggi, invece, il fondatore ha ridimensionato il suo ruolo, 30 persone sono state licenziate e tre imprenditori si sono tolti la vita.
A cura di Marco Paretti

Il progetto "Downtown Project", fondato nel 2012, avrebbe dovuto portare felicità a Las Vegas grazie ad una riqualificazione del quartiere dal costo stimato di 350 milioni di dollari. Purtroppo, però, non tutto è andato come da previsioni e nelle scorse settimane il fondatore Tony Hsieh ha ridimensionato il suo ruolo e 30 dei 300 impiegati sono stati licenziati. Durante l'ultimo anno, inoltre, tre imprenditori coinvolti nel progetto si sono tolti la vita.
Nel gennaio del 2013 Jody Sherman, fondatore di Econom, si è suicidato sparandosi nella sua auto a causa della bancarotta che stava per colpire la sua start-up. Un anno dopo, Ovik Banerjee, imprenditore 24enne trasferitosi a Las Vegas per seguire il Downtown project, si è lanciato dalla terrazza del suo appartamento. A maggio 2014, Matt Berman, fondatore di Bolt Barber, è stato trovato impiccato a casa sua.

La ragione dei suicidi resta tuttora poco chiara, ma i collaboratori del progetto hanno affermato che l'ossessione per la felicità di Hsieh può danneggiare gravemente gli imprenditori. L'intenzione del fondatore era quella di creare una vera e propria "start-up city" per dare vita ad uno stile di vita felice, connesso ed imprenditoriale. "Non era semplicemente una mossa per creare business" ha spiegato Hsieh nel suo libro Delivering Happiness "Ruotava tutto attorno al costruire uno stile di vita che potesse dare felicità a tutti, inclusi noi stessi".
Sulla scia di questo progetto, molti imprenditori si sono trasferiti a Las Vegas e hanno fondato varie start-up, più di 300 in totale. Il problema, secondo un terapista, è che l'approccio di Hsieh prevedeva di negare completamente le emozioni negative, focalizzandosi completamente sulla felicità. Questo ha portato gli imprenditori ad indossare una sorta di maschera, dovendo sempre dire di essere felici e non potendosi confidare mai con nessuno. Un elemento che ha comportato una pressione psicologica enorme e che, probabilmente, ha portato al suicidio dei tre imprenditori.

Interpellato sulle morti dei colleghi, il fondatore del progetto avrebbe risposto così: "I suicidi avvengono ovunque. Guardate le statistiche". Secondo il LA Times, il tasso di suicidi nel Nevada è tra i più alti degli USA, con 19.1 morti ogni 100.000 residenti, rispetto alla media nazionale di 12 suicidi ogni 100.000 abitanti.
La maggior parte di queste morti avvengono nelle vicinanze di Las Vegas, dove il numero di suicidi è più grande del 50% rispetto al resto delle aree metropolitane degli Stati Uniti. A causa di questo dato in crescita, i residenti del Downtown Project stanno progettando una linea telefonica dedicata a chi sta pensando di suicidarsi.

Downtown Project è stato lanciato nel 2012 con un piano dalla durata quinquennale che puntava a rivitalizzare la zona più malfamata di Las Vegas attraverso una serie di investimenti ed iniziative. Nonostante i licenziamenti e i suicidi, Hsieh si definisce "ottimistico e confidente riguardo al futuro del Downtown Project e la crescita dei nostri investimenti".
Allo stesso tempo, però, sminuisce il proprio ruolo nel progetto, affermando che non si è mai considerato il CEO del Downtown Project e che non ha mai avuto il compito di guidare giorno per giorno gli imprenditori coinvolti nell'iniziativa.

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