8 Aprile 2016
11:55

Ecco il Rembrandt stampato in 3D (che sembra originale ma non lo è)

Si può riportare un vita l’arte di un pittore morto da secoli? Con le nuove tecnologie questo sembra essere possibile e “The Next Rembrandt” vuole esserne la dimostrazione.
A cura di Marco Paretti

Si può riportare un vita l'arte di un pittore morto da secoli? Al netto delle riproduzioni e delle copie, è davvero possibile ricostruire esattamente lo stile di un artista, riproducendone i minimi dettagli in un'opera completamente originale? Con le nuove tecnologie questo sembra essere possibile e "The Next Rembrandt" vuole esserne la dimostrazione. Si tratta di un dipinto stampato in 3D che riproduce lo stile e le pennellate dell'artista morto 347 anni fa in un'opera completamente originale e non direttamente ispirata ad uno dei lavori esistenti di Rembrandt.

La sua realizzazione è stata possibile grazie ad un enorme lavoro di ricerca da parte di un gruppo di sviluppatori supportati da Microsoft e dall'istituto bancario ING, il quale ha portato alla realizzazione di un dipinto che, a quasi quattro secoli dalla morte dell'artista, ne riproduce ogni caratteristica stilistica. Per raggiugnere questo traguardo, il team ha dovuto analizzare tutte le opere originali dell'artista attraverso scansioni in 3D e algoritmi di riconoscimento facciale: grazie a questi strumenti è stato realizzato un database di informazioni con il quale è stato successivamente possibile ricostruire e riprodurre ogni elemento dell'arte di Rembrandt, dalle pennellate alla palette di colori.

"Abbiamo usato la tecnologia e i dati come Rembrandt ha usato pennelli e colori per creare qualcosa di nuovo" ha spiegato Ron Augustus di Microsoft. L'analisi di 346 dipinti ha portato alla scelta di un soggetto simile a quelli scelti da Rembrandt: caucasico, uomo, con barba, sui 30/40 anni, vestito di nero, con collare e cappello e rivolto verso destra. A questo punto è stata creata digitalmente l'immagine finale, una procedura che ha richiesto 500 ore di rendering e ha generato un "dipinto" da 150 GB e composta da 148 milioni di pixel. La fase più importante, però, è stata quella della stampa 3D: i dipinti non sono delle stampe in due dimensioni ma hanno un pattern tutto loro dovuto ad un particolare utilizzo dei colori che varia a seconda dell'artista, dei pigmenti e dei pennelli utilizzati.

Partendo dall'analisi dei dipinti originali, i ricercatori hanno ricostruito fedelmente le pennellate e la struttura fisica del dipinto, realizzando un ritratto originale che sotto molti aspetti ricostruisce fedelmente quello che potrebbe essere un lavoro di Rembrandt. Ma non in tutto. Nonostante la precisione del risultato, il prodotto stampato in 3D non riesce ad eguagliare l'arte di Rembrandt proprio a causa di un dettaglio prettamente umano: l'errore. Le piccole imperfezioni, le sviste e i difetti della tela che rendono un Rembrandt – o qualsiasi altro dipinto – un vero prodotto della creatività umana. I curiosi, però, potranno osservare "The New Rembrandt", che per ora è stato solo svelato ad Amsterdam, all'interno di una location non ancora rivelata.

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