Instagram rimuove seguiti

C'è un motivo se in questi anni il gruppo Facebook sta puntando in modo sempre più deciso su Instagram, stipandolo di nuove funzionalità in modo più rapido e spesso più ragionato rispetto a quanto avvenga sul social network principale dell'azienda. L'app nata come piattaforma di condivisione fotografica ha una capacità unica di catturare l'attenzione degli utenti, tanto che i ricavi relativi alle pubblicità visualizzate al suo interno nel 2019 hanno rappresentato più di un quarto dei ricavi totali di Facebook di quell'anno.

A rivelarlo è stata la testata Bloomberg, accendendo i riflettori sull'importanza ormai centrale che Instagram riveste nella strategia di monetizzazione di Facebook; sui circa 70 miliardi incassati dal gruppo nel 2019, le pubblicità su Instagram hanno infatti contribuito per ben 20 miliardi di dollari. Non per niente soltanto pochi mesi fa agli sviluppatori di Instagram era stato chiesto di raddoppiare il quantitativo di annunci visualizzato all'interno dell'app; la strategia a quanto sembra ha portato i suoi frutti.

L'invasione di inserzioni che ha coinvolto Instagram negli ultimi mesi in realtà rappresenta soltanto l'ultimo passo di un processo iniziato ormai anni fa. Ai tempi dell'acquisizione di Instagram da parte di Facebook del 2012 in effetti il social non includeva ancora annunci pubblicitari: doveva ancora trovare un metodo per guadagnare denaro dagli utenti che si servivano della piattaforma, ma il gruppo guidato da Mark Zuckerberg tolse agli sviluppatori questa responsabilità. Le prime pubblicità sono apparse su Instagram nel 2013 (in Italia avvenne due anni più tardi) inizialmente proposte tra una fotografia e l'altra all'interno rullo dei contenuti principale personalizzato per ciascun utente; i contenuti sponsorizzati hanno poi debuttato anche nelle altre altrove all'interno dell'app, man mano che quest'ultima si arricchiva di nuove sezioni — dalle Storie a Instagram TV passando per la sezione Esplora.

Oggi è impossibile scampare agli annunci su Instagram, e stando a Bloomberg questi contenuti sono ancora più efficienti degli annunci che trovano spazio su YouTube. Il sito di condivisione video gestito da Google sembra ha infatti rastrellato dagli inserzionisti appena 15 miliardi di dollari contro i 20 di Instagram, il tutto a fronte di uscite minori: a differenza di YouTube, Instagram non corrisponde infatti alcuna percentuale dei propri ricavi a chi realizza i contenuti.