Non in molti in questo periodo si sentono probabilmente in vena di fare gli auguri a Facebook: il social network si trova da mesi al centro di un numero di scandali che avrebbe affossato qualunque altra azienda, continua comunque a macinare profitti ma il suo livello di popolarità non è sicuramente più quello di una volta. Resta il fatto che nella giornata di oggi la piattaforma ha effettivamente compiuto 15 anni di vita: nata da Mark Zuckerberg e dell'allora compangno di dormitorio ad Harvard, Eduardo Saverin, esattamente il 4 febbraio del 2004 finiva online la prima versione del social network che ora tutti conoscono, battezzata in realtà Thefacebook.

In 15 anni il sito ha subito un numero incalcolabile di modifiche, che ne hanno alterato il funzionamento e l'aspetto tanto da rendere la versione del 2004 quasi irriconoscibile agli occhi di qualunque utente odierno. Il blu dell'interfaccia è probabilmente l'unico elemento rimasto riconoscibile; per il resto i cambiamenti sono evidenti fin dalla testata del sito, che mostrava un inquietante logo con un volto coperto di 1 e 0: l'opera è di Andrew McCollum, altro compagno di Zuckerberg che per realizzarla si è ispirato al volto di Al Pacino. Tutti gli altri elementi non erano dove ora siamo abituati a trovarli, e anzi in molti casi non esistevano neppure.

È il caso del news feed, la cascata di notizie provenienti da amici e pagine che ormai siamo abituati a vedere come prima cosa quando accediamo al sito o all'app. Ebbene l'intera sezione è disponibile sul sito solo dal 2006: prima di allora, la schermata impostata come iniziale era quella del proprio profilo. Non solo: la pagina in questione non era una lista delle attività degli iscritti in ordine cronologico come ora, bensì una semplice panoramica comprensiva di data di nascita e altri dati — qualcosa di simile all'attuale sezione "Informazioni".

Thefacebook in effetti è nato come annuario digitale, e come tale era impostato: gli iscritti dovevano per forza utilizzare un indirizzo email dell'università di Harvard per iscriversi, poiché il serivizio era inizialmente destinato soltanto agli studenti di quell'istituto. Le foto non erano organizzate in album e, anzi, nella versione iniziale del sito se ne poteva caricare soltanto una: il minimo indispensabile per dare agli altri iscritti la possibilità di associare un volto al nome del profilo visualizzato.

Le pagine non esistevano: esercizi commerciali, siti di intrattenimento, personaggi fittizi e personalità pubbliche non avevano spazio su Thefacebook. Allo stesso modo nel 2004 non c'era traccia delle app (che tanti problemi hanno causato alla società in questi mesi), dei giochi, degli eventi — altra attuale colonna portante della piattaforma — e dei poke, che quasi nessuno comunque utilizza più. Presenti fin dall'inizio invece i gruppi e i messaggi privati, anche se questi ultimi non avevano un formato di consegna istantaneo come ora, ma rappresentavano più un sistema di missive digitali, simile alle email ma interno alla piattaforma.

In quindici anni, Thefacebook è diventato un'azienda quotata in borsa e un colosso globale. La società, almeno dal punto di vista finanziario, sembra immune ai problemi di privacy e di diffusione di fake news e messaggi d'odio contro i quali lottano i suoi sviluppatori. Nel frattempo, sul sito e sulle piattaforme acquisite negli anni da Mark Zuckerberg sono ormai iscritti 2,7 miliardi di persone, che il fondatore vuole ora mettere in contatto tra loro riunendo le infrastrutture di messaggistica alla base delle relative app: se Facebook dovesse resistere altri 15 anni, è questo probabilmente il primo indizio di ciò che potrà essere nel 2024.