Non è la prima volta che scopriamo l'esistenza di applicazioni rivelatesi poi pericolose per la nostra privacy accedendo ai nostri dati personali con estrema facilità, come nel caso della chat anonima Sarahah, ma senza grandi indignazioni. Quel che ha fatto davvero scalpore è senza dubbio lo scandalo di Cambridge Analytica, tanto che lo stesso Zuckerberg ha dovuto scusarsi pubblicamente, ritenendo Facebook responsabile della profilazione di milioni di utenti a scopo politico.

Così adesso Facebook corre ai ripari dandoci gli strumenti per rimuovere massicciamente tutte quelle applicazioni di terze parti e i relativi post associati. Parliamo di un nuovo strumento che rappresenta un vero e proprio aggiornamento nella politica della privacy del social network. Fa parte di una serie di cambiamenti in corso per far fronte ai recenti scandali, soprattutto dopo quello di Cambridge Analytica e la scoperta della targetizzazione su base politica degli utenti americani, che potrebbe aver contribuito alle operazioni di propaganda durante le scorse elezioni presidenziali. Facebook ha confermato l'opzione di rimozione collettiva dopo che Matt Navarra di The Next Web ha commentato pubblicamente il cambiamento di politica su Twitter. Ora anche Google comincia a essere sotto i riflettori, soprattutto per il tracciamento degli spostamenti reso possibile con Google Maps.

Come funziona

Ora quando si accede alla parte App dalle impostazioni di Facebook, è possibile fare clic su un numero qualsiasi di applicazioni con accesso diretto ai dati e rimuoverle contemporaneamente. Questa operazione, già possibile in precedenza, fino ad oggi era ben più complessa e dispendiosa. L’operazione di Facebook è stata pensata anche nell’ottica di rendere più trasparenti e comprensibili all’utente i meccanismi che possono portarli a fornire dati sensibili a società che potrebbero lucrarne a sua insaputa, o influenzarlo in qualche modo nelle scelte politiche e commerciali. La rimozione delle App sarà invece automatica qualora l’utente non vi abbia eseguito l’accesso da almeno tre mesi.