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Opinioni
29 Giugno 2015
15:32

Facebook, perché la foto profilo ha i colori dell’arcobaleno e perché gli utenti la stanno cambiando?

Un fiume dai colori dell’arcobaleno ha letteralmente invaso Facebook nel corso della settimana dedicata al Pride 2017 a sostegno delle manifestazioni LGBT organizzate in tutto il mondo. Una bandiera arcobaleno che da ormai quarant’anni accompagna la comunità omosessuale. Ma cosa significa davvero?
A cura di Marco Paretti
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Un fiume dai colori dell'arcobaleno ha letteralmente invaso Facebook nel corso della settimana dedicata al Pride 2017 a sostegno delle manifestazioni LGBT organizzate in tutto il mondo, rendendo disponibili adesivi, filtri colorati, una reazione dedicata e riproponendo l'ormai nota immagine del profilo caratterizzata proprio dai colori dell'arcobaleno. In questo caso la modifica è meno evidente rispetto a quella che modificava l'intera immagine: si tratta di una sorta di lunga striscia colorata che va a formare un nodo a forma di cuore, posizionandosi nel bordo più basso del riquadro. Un'iniziativa che ricalca quelle famose che hanno seguito due importanti traguardi per la comunità LGBT: la sentenza della Corte Suprema statunitense che ha reso il matrimonio un diritto garantito dalla Costituzione anche per le coppie gay e la legge sulle unioni civili in Italia. Facebook ha partecipato alle celebrazioni permettendo agli utenti di personalizzare il proprio avatar con i colori simbolo dell'orgoglio LGBT. Una possibilità che in tutto il mondo è tornata popolare proprio in occasione della settimana dedicata al Pride.

La funzione relativa alla modifica dell'immagine con i colori dell'arcobaleno è stata sviluppata da due stagisti nel corso di una hackaton – una sorta di maratona di sviluppo dove vengono create applicazioni o servizi in meno di 72 ore – e immediatamente diventata popolare tra i dipendenti dell'azienda. Subito dopo la decisione della Corte Suprema, Facebook ha deciso di renderla disponibile per tutti gli utenti. Secondo l'azienda, più di un milione di account hanno modificato la propria immagine di profilo, in una celebrazione globale seconda solo a quella del 2013, quando 3 milioni di persone hanno inserito il simbolo dell'uguaglianza all'interno del proprio avatar. Una mobilitazione accompagnata anche dalla crescente partecipazione all'interno dei gruppi LGBT presenti in Facebook, più che raddoppiata dal 2008 ad oggi.

Innanzitutto: perché un arcobaleno? Da anni vediamo associare una bandiera composta da 6 strisce colorate alla comunità LGBT e ai vari Gay Pride che si svolgono in tutto il mondo. È stata inventata negli anni '70 da un attivista per i diritti della comunità gay, Gilbert Baker: appassionato di cucito, il giovane si impose di trovare un simbolo diverso da quello utilizzato fino ad allora, un triangolo rosa ricordo di quello fatto indossare agli omosessuali in periodo nazista. Così, partendo dall'idea delle strisce della bandiera americana, nacque quella che oggi chiamiamo Gay Pride Flag. Al tempo, però, il significato dei colori era particolare: caratterizzava, per esempio, le medaglie ricevute dai veterani della prima guerra mondiale, ma indicava anche l'arcobaleno che Dio inviò a Noè negli eventi narrati dalla Bibbia. Secondo molti, l'idea di utilizzare i colori dell'arcobaleno arrivò dall'attrice Judy Garland, una delle prime icone della comunità LGBT conosciuta per il ruolo di Dorothy ne Il Mago di Oz, la cui canzone più famosa è proprio Somewhere Over the Rainbow. La bandiera – che al tempo aveva 8 strisce e non le 6 attuali –  fu utilizzata per la prima volta in una manifestazione il 25 giugno 1978.

Così arriviamo all'iniziativa di Facebook. Un progetto che secondo alcuni faceva parte di un esperimento, ipotesi al tempo sostenuta dal fatto che, in effetti, il social network ha più volte sperimentato con il comportamento degli utenti. In particolare, negli ultimi anni molti esperti hanno studiato l'impatto che il cambio di avatar in favore di un determinato evento può avere sul mondo politico e sul proprio network virtuale. Alcuni, per esempio, sottolineano come mostrare supporto per la causa LGBT possa esporre gli utenti ad eventuali rischi: da discussioni con i conoscenti che non la pensano allo stesso modo a minacce ben più gravi. Un elemento tristemente presente anche in Italia: un giovane sacerdote di un paesino del leccese, per esempio, ha dichiarato pubblicamente che "tutti quei parrocchiani che coloreranno le foto arcobaleno a sostegno delle organizzazioni LGBT non avranno da me certificato-battesimo per fare padrini e madrine e non avranno incarichi come educatore catechista o responsabile di associazione ecclesiale con finalità educativa, perchè in netto contrasto con il Santo Vangelo".

Una ripercussione effettiva sul mondo reale, quindi, c'è. Anche per un'azione "banale" come il cambio di avatar. Una decisione che, peraltro, avviene più facilmente se nella nostra cerchia di amici molti contatti hanno già aderito, cambiando l'immagine con i colori dell'arcobaleno. Lo dimostra, per esempio, una ricerca svolta da Doug McAdam nel 1964 sulle proteste di oltre 70 college americani che culminarono con tre omicidi e diverse centinaia di arresti. Quando McAdam analizzò la lista dei partecipanti, scoprì che molti di essi facevano parte delle stesse cerchie di amicizie. Lo steso concetto è applicabile nell'epoca dei social network: gli utenti sono più propensi ad effettuare azioni di "protesta" come la modifica dell'avatar se i loro contatti lo hanno già fatto. Insomma, questa decisione si diffonde in maniera diversa rispetto a quella che ci porta a postare la foto di un gattino.

C'è anche da dire che in nel caso degli ultimi giorni la diffusione dell'iniziativa di Facebook si è rivelata essere talmente ampia che di queste problematiche quasi non c'è stata traccia. Allo stesso tempo, però, una particolare scelta del social network ha attirato sul portale un discreto numero di critiche: per attivare la reazione raffigurante la bandiera arcobaleno è necessario mettere Mi piace alla pagina LGBTQ@Facebook, cioè quella ufficiale dedicata alle iniziative dell'azienda di Menlo Park per la settimana del Pride. Una scelta "obbligata" che non tutti hanno apprezzato: in passato, infatti, questo genere di modifiche temporanee veniva rilasciato dal portale a tutti gli utenti senza particolari richieste.

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