Come annunciato nel corso degli ultimi giorni, Facebook ha iniziato a notificare gli utenti colpiti dallo scandalo di Cambridge Analytica mostrando in cima al News Feed una notifica relativa all'utilizzo dei dati degli utenti. Il rilascio di questa notifica sembra però non essere avvenuto in contemporanea in tutto il mondo, quindi per controllare fin da subito se ci si ritrova effettivamente all'interno del bacino di 214.000 utenti italiani colpiti dallo scandalo è possibile utilizzare un ulteriore strumento che il social network ha messo a disposizione degli utenti e tramite il quale è possibile sapere se il proprio account è stato utilizzato dalla società di analisi o no.

Per farlo basta aprire la pagina relativa al nuovo strumento, all'interno della quale sarà indicato se il profilo rientra tra quelli ottenuti da Cambridge Analytica e utilizzati durante campagne targettizzate che hanno colpito anche elezioni e referendum. Una volta aperta la pagina dello strumento, basta assicurarsi di aver effettuato l'accesso con il proprio account Facebook per visualizzare una finestra nella quale viene indicato il coinvolgimento o meno del proprio account. Se il vostro profilo non rientra nella cerchia di quelli colpiti, la pagina spiegherà che "in base ai dati a nostra disposizione, né tu né o tuoi amici avete effettuato l'accesso a "This Is Your Digital Life". Di conseguenza, non ci risulta che le tue informazioni di Facebook siano state condivise con Cambridge Analytica tramite "This Is Your Digital Life".

Se invece rientrate tra gli account colpiti, il social network vi metterà a disposizione maggiori informazioni sull'accaduto e ulteriori strumenti per la gestione della condivisione dei dati con le applicazioni. In particolare, a tutti gli utenti è ora concesso di accedere ad una pagina nella quale sono presenti tutte le applicazioni che hanno accesso ai dati personali, dalla quale è inoltre possibile eliminare in gruppo quelle che non desideriamo più mantenere attive. La pubblicazione dello strumento arriva a poche ore di distanza dalla testimonianza di Mark Zuckerberg davanti al Congresso americano.