Opinioni
2 Novembre 2016
10:29

Facebook ti allunga la vita: chi è social vive il 12% in più

Lo afferma uno studio pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas), secondo il quale una vita sociale attiva sul web gode degli stessi benefici che caratterizzano una vita offline impegnata.
A cura di Marco Paretti

Passare molte ore al giorno davanti allo schermo fa davvero così male? Associare a priori l'utilizzo dei grandi (e piccoli) schermi ad un malessere di qualche tipo può essere un errore, perché se il tempo è speso sui social network, la nostra vita potrebbe persino allungarsi. Lo afferma uno studio pubblicato sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas), secondo il quale una vita sociale attiva sul web gode degli stessi benefici che caratterizzano una vita offline impegnata. Lo studio ha coinvolto tre università e diverse commissioni statali, ma ha anche visto la partecipazione di Facebook nel suo svolgimento.

"Abbiamo scoperto che le persone con più amicizie online hanno meno possibilità di morire rispetto alle loro controparti meno connesse" spiega il documento pubblicato su Pnas. "Questa scoperta contraddice le accuse secondo le quali i social network hanno un impatto negativo sulla nostra salute". Due autori dello studio facevano parte del colosso di Mark Zuckerberg in veste di stagista e ricercatore, ma entrambi hanno negato la presenza di interferenze da parte dell'azienda nello svolgimento della ricerca. "Non potevano interferire con la pubblicazione in ogni caso" ha spiegato uno dei due ex dipendenti. "Ma l'azienda era piuttosto ottimista sui risultati dello studio".

Lo studio conferma quindi ciò che gli scienziati conoscono già da molto tempo nel mondo offline: chi ha più connessioni sociali vive più a lungo. Facebook ha messo a disposizione dei ricercatori 12 milioni di profili, dati che in seguito sono stati associati ai registri del Dipartimento della salute della California. Da qui si è scoperto che un utilizzo moderato di Facebook è associato con un tasso di mortalità basso e la ricezione di richieste di amicizia è correlata alla riduzione della mortalità. Inviare una richiesta, invece, non sembrerebbe avere effetti sulla durata della nostra vita.

Gli utenti coinvolti nello studio, le cui identità sono rimaste nell'anonimato, sono nati tra il 1945 e il 1989. Di questi, chi è caratterizzato da un largo gruppo di connessioni vive più a lungo – di circa il 12 percento – rispetto a chi ha un network ristretto. Ovviamente i limiti di questa ricerca sono evidenti: da un lato Facebook è l'unico social network analizzato, quindi i dati non potrebbero essere applicati ad altre realtà. Dall'altro lato i risultati dello studio si basano a priori su una correlazione tra l'utilizzo del social e un allungamento della vita, ma il rapporto tra le due cose potrebbe essere casuale. Lo studio, però, è solo il primo passo: "Dovremo trovare queste relazioni più e più volte prima di poter raccomandare alle persone come utilizzare i social" spiegano i ricercatori.

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