Opinioni
28 Novembre 2013
10:22

Facebook, un algoritmo è in grado di valutare la durata di una coppia

Basandosi sull’interconnessione delle cerchie di amicizie di entrambi, l’algoritmo è in grado di valutare se una coppia è a rischio rottura o meno.
A cura di Dario Caliendo

Derivato da un lungo studio firmato dall'ingegnere Lars Backstrom e dall'analista Jon Kleinberg , che ha visto l'analisi di oltre un milione di utenti, questa metodologia valuta il "tasso di dispersione" di ogni singolo individuo sul social network, ed è in grado di capire se la coppia rischia di scoppiare o meno.

Per effettuare lo studio, Backstrom e Kleinberg hanno analizzato un campione di ben 1,3 milioni di utenti, i cui requisiti erano di avere dai 50 ai 2000 amici sul social netwowk e di aver segnalato sui propri profili di essere impegnati in una relazione sentimentale. Il risultato si è tradotto in uno schema dalle dimensioni incredibili: 8,6 miliardi di interconnessioni, che si "intrecciano tra loro" in 379 milioni di nodi.

La dispersione. Per riuscire ad ottimizzare la ricerca e scovare le connessioni davvero importanti dello schema, i due ricercatori si sono basati sulla "dispersione" delle amicizie nel social network, un parametro che non misurava soltanto gli amici in comune: si parla di alta dispersione quando gli amici condivisi dalla coppia non sono connessi con nessun’altro. "Abbiamo ideato una nuova caratterizzazione della relazione amorosa in termini di struttura della rete  –  scrivono i due nella pubblicazione ufficiale della ricerca  –  con conseguenze potenziali per la comprensione dell'effetto che questo rapporto produce nel medesimo schema sociale".

Le coppie che sopravvivono. Questo meccanismo, nel 60% dei casi, ha resto possibile individuare il reciproco partner fra tantissime amicizie di un utente, ma soprattutto è riuscito a condurre ad una valutazione significativa sulla "stabilità" di una relazione, facendo giungere ad una conclusione molto interessante: una coppia caratterizzata da un alto livello di dispersione, che implica quindi una sovrapposizione intensa fra le cerchie di amicizie e ed i nodi condivisi, ha più probabilità di durare nel tempo, a differenza di chi invece decide di mantenere il partner  collegato solo ad alcuni gruppi. Il 50% delle coppie, che affermano di avere una relazione ed hanno una bassa dispersione, sono destinate a lasciarsi entro i due mesi successivi.

"Abbiamo spiegato come la dispersione sia importante per capire il modo in cui una persona allarga i propri interessi e i relativi contesti nella vita sociale. Magari perché questi livelli si sono intrecciati in diverse fasi della vita o perché quella persona è stata sistematicamente presentata a diverse cerchie sociali. Questo suggerisce anche perché non solo i partner sfoggiano di solito un alto livello di dispersione ma anche, ovviamente, i membri di una famiglia".

Per quanto sia affascinante, questo studio mette ancora più in evidenza quanto sia importante per Facebook raccogliere informazioni che includono le emozioni e gli stati d'animo degli utenti, il che significa contenuti e pubblicità mirati per ogni utente del social network, e non è un caso che Lars Backstrom sia proprio il responsabile del News Feed. E' chiaro che il problema sia molto più ampio e porta alla luce come, ancora una volta, la nostra privacy e, perchè no, il nostro modo di essere siano valutabili anche mediante il semplice studio di alcuni metadati fondamentali, a patto di essere analizzati dai giusti algoritmi.

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