A inizio marzo 2021, Electronic Arts (EA) ha ratificato il ban a vita per un giocatore di FIFA, Patrick O' Brien, che a maggio scorso ha inviato insulti razzisti (circa una ventina di messaggi) all'ex calciatore dell'Arsenal Ian Wright dopo aver perso un incontro online nella modalità FIFA Ultimate Team. La compagnia videoludica ha commentato la decisione presa tramite le parole di David Jackson, VP Brand di EA: "Lo scorso anno, Ian ha subìto un attacco verbale molto pesante a sfondo razzista da parte di un giocatore che ha perso un incontro online su FIFA. Questo comportamento è inammissibile da qualsiasi punto di vista e non verrà tollerato da parte nostra." Lo stesso Wright ha apprezzato la vicinanza della compagnia, dichiarando: "Si sono fatti avanti per me". Tuttavia, nonostante gli apprezzati sforzi fatti da EA per promuovere una community più pacifica e rispettosa in FIFA, il razzismo resta un grave problema tra gli utenti. Lo dimostra l'inchiesta fatta dal portale inglese Eurogamer non all'interno di FIFA Ultimate Team, spesso al centro dei riflettori, ma di un'altra modalità di gioco spesso poco considerata dalla stampa, ossia Pro Club.

Tale modalità permette a chi gioca di creare un calciatore virtuale e giocare in campo con i compagni di squadra in partite da 11 contro 11. È pure possibile creare una propria squadra, lottando per i punti in una modalità di classifica online. Come riportato dal portale videoludico inglese, "è questa capacità di nominare club e giocatori in Pro Club che offre ai razzisti l'opportunità di imporre contenuti inquietanti ad altri utenti e, data la classificazione di età 3+ di FIFA, i bambini potrebbero essere involontariamente esposti".

Del resto, il razzismo dilaga in Pro Club già dal 2008, quando la modalità è stata inserita per la prima volta in FIFA 09. Già al tempo erano diversi gli utenti a impostare il commento per sentire chiamare i giocatori neri con epiteti fortemente razzisti e offensivi. Il tutto in virtù dell'ancora attuale "difesa della goliardia". Infatti in tredici anni di Pro Club la situazione non è cambiata.

All'interno della modalità di FIFA 21, Eurogamer ha scovato nomi di squadre e club che rimandano alla The English Defense League (EDL), organizzazione inglese di estrema destra di natura islamofobica e omofobica, che si oppone anche al movimento antirazzista Black Lives Matter. Riguardo il razzismo dilagante in Pro Club, il portale inglese ha avuto modo di avere testimonianze dirette da parte di un giocatore abituale della modalità di FIFA 21, che per non avere ripercussioni dalla community di gioco ha preferito lasciare la propria identità anonima. In una singolo sessione di gioco durata 90 minuti, risalente alla fine di febbraio scorso, l'utente interessato ha incontrato una squadra con almeno cinque nomi di giocatori offensivi e quattro squadre ciascuna con un nome razzista. In una sessione della sera seguente, l'utente ha incontrato un club che prende il nome da un termine razzista davvero molto offensivo.

Di solito le compagnie videoludiche si muovono in prima linea per moderare e regolare i rapporti nelle community online, spesso al centro del dibattito per la tossicità che le caratterizza. Per farlo si affidano anche alle segnalazione degli utenti. EA non è estranea a questo discorso. Tuttavia il processo di report e segnalazione di FIFA non è proprio immediato. Inoltre l'attuazione del ban richiede diverso tempo di lavoro al team di sviluppo, di conseguenza vince la percezione che gli utenti offensivi restino lì dove siano pur essendo stati segnalati, scoraggiando i report.

Per tale ragione Eurogamer ha contattato EA, oltre che per avere ulteriori informazioni sulle iniziative intraprese dalla compagnia per arginare il problema della tossicità della community. "Sia Electronic Arts che EA Sports si impegnano a rendere i nostri giochi ed esperienze divertenti, equi e sicuri per tutti" ha spiegato Electronic Arts. "I nostri team si concentrano sul miglioramento degli strumenti di reporting e moderazione in-game, oltre alla capacità dei giocatori di segnalare qualsiasi contenuto offensivo su ea.com/report. […] Prendiamo seriamente tutte le segnalazioni e agiamo regolarmente in base ai dati ottenuti. Dal lancio di FIFA 21 abbiamo bandito oltre 9000 account e abbiamo emesso oltre 25.000 avvisi o sospensioni a causa di contenuti inappropriati o offensivi". Riguardo al futuro, EA aggiunge che: "ci impegniamo a migliorare continuamente i nostri strumenti e soluzioni per affrontare nuove sfide, inclusa una tecnologia di monitoraggio e mitigazione più intelligente che sarà rilasciata nei prossimi mesi". Al di là della moderazione, la compagnia ha cercato di avvicinare gli utenti ai temi dell'antirazzismo tramite iniziative in-game come il kit di No Room for Racism e il kit Black Lives Matter.