Non è stata una novità nel senso assoluto del termine – il suo annuncio ha preceduto, seppur di poco, l'inizio dell'E3 2019 di Los Angeles – però quella di Ghost Recon Breakpoint alla fiera losangelina è stata una presenza concreta, che ci ha permesso di mettere le mani per quasi un'ora sul nuovo episodio dell'open world militare fortemente incentrato sull'aspetto cooperativo. Un approccio che quest'anno torna a proporsi ai giocatori in una versione ancora più densa di contenuti e caratterizzata da alcune importanti modifiche nella storia e nel gameplay. Introdotto sul palco della conferenza Ubisoft da Jon Bernthal (The Punisher, The Walking Dead), l'attore che ha prestato il volto al nemico del gioco, Breakpoint ha confermato in pieno le nostre aspettative. Ecco 5 cose che ci sono piaciute.

L'impatto grafico

C'è stato un momento durante la demo di quasi un'ora in cui il nostro team, diviso in due coppie su altrettanti elicotteri, è atterrato in un campo di papaveri vicino ad una base nemica. L'impatto visivo di quel momento è stato incredibile: le pale del velivolo hanno spazzato i fiori tutto attorno, provocando grandi ondate rosse per diversi metri di distanza, mentre il nostro personaggio si fiondava sul terreno fucile in braccio, accanto agli altri tre giocatori impegnati nello stesso sbarco. È stato il momento più alto di un comparto grafico che comunque stupisce per la qualità visiva degli immensi spazi di gioco – questa volta è ambientato su un'isola immaginaria a sud del Pacifico – e per i dettagli degli ambienti più ristretti, soprattutto quando si tratta di natura incontaminata.

Da cacciatori a prede

Uno degli aspetti più interessanti del nuovo capitolo della serie Ghost Recon è questa inversione dei ruoli dovuta proprio al personaggio interpretato da Bernthal, un ex Ghost a capo di altri ex Ghost impegnato nel dare la caccia al nostro team. In un'ora di demo è difficile avere una chiara visione dell'impatto generale sulle meccaniche sul lungo termine, ma di certo il gioco mette subito in chiaro il fatto che il team di Ghost non è più il cacciatore ma la preda e che i nemici non sono più (solo) semplici miliziani ma soldati addestrati in maniera simile ai protagonisti e dotati di un equipaggiamento di gran lunga superiore.

I droni nemici

Il ribaltamento di ruoli significa anche dover affrontare una serie di minacce che vanno ben oltre i semplici gruppi di soldati nemici. Breakpoint introduce infatti una serie di droni terrestri (e non) in grado di mettere in seria difficoltà il gruppo di Ghost. Dalla nostra prova abbiamo potuto assaggiare la difficoltà di alcuni di questi antagonisti, che vanno dai semplici droni volanti di piccole dimensioni ma in grado di aprire il fuoco dall'alto ai grandi droni su ruote dotati di un capacità di fuoco enorme. Proprio questi ultimi sono risultati estremamente difficili da gestire, soprattutto a causa dell'enorme quantità di danni che sono in grado di infliggere e della grande mobilità che gli consente di muoversi velocemente sul campo di battaglia. In questo caso abbiamo notato l'importanza di un gruppo di Ghost variegato e, soprattutto, dotato di una classe pesante, l'unica in grado di infliggere danni sufficienti ai droni più grandi.

Il maggiore realismo

A cambiare le carte in tavola e ad aumentare la sensazione di essere solo un gruppo di soldati cacciati da altri soldati sono le nuove meccaniche in grado di fornire al tutto una punta di realismo in più. Dal rinculo delle armi alla stamina in costante esaurimento – anche quando, per esempio, scendete da una collina particolarmente ripida -, passando per la possibilità di sdraiarsi in maniera mimetica, l'utilizzo del bivacco per gestire classi e inventario e la necessità di utilizzare bende e siringhe per recuperare la vita. Si tratta di elementi, soprattutto nell'ultimo caso, che aumentano la sensazione d'ansia durante le fasi più concitate del gioco, che non possono assolutamente essere affrontate "alla Rambo".

In multiplayer diverte sempre

L'ultimo punto che ci ha convinti è quello che regge tutta l'esperienza rigioco. Ghost Recon Breakpoint, proprio come il suo predecessore Wildlands, funziona quando è giocato con un gruppo di altri tre amici. Poter gestire gli spostamenti e gli assalti collaborando con gli altri offre un'esperienza estremamente appagante, soprattutto in questa nuova versione più dura nei confronti dei giocatori. Anche il sistema di classi premia questo approccio, fornendo diverse abilità e armi a ciascun giocatore, che quindi è portato a ricoprire un ruolo differente a seconda delle sue capacità: il cecchino dalla distanza, l'assalto più versatile e il pesante dedicato all'abbattimento dei droni. C'è anche una quarta classe che, però, nella demo non era disponibile. In gruppo l'esperienza è semplicemente appagante.