La soluzione dei problemi di Huawei con gli Stati Uniti è rinviata ancora una volta a data da destinarsi, ma nel frattempo il gruppo cinese potrà godere di altri tre mesi di commerci con le aziende statunitensi. È il risultato della decisione presa dall'amministrazione Trump, che in queste ore ha prorogato l'entrata in vigore dell'ormai celebre divieto imposto alle società con sede in USA di intraprendere scambi commerciali con Huawei in assenza di una specifica licenza. Il segretario al commercio statunitense Wilbur Ross ha affermato che – come già avvenuto ormai più volte nel corso dell'anno – il termine è stato rinviato di tre mesi e il provvedimento sarà messo in atto a partire dal 16 febbraio 2020.

La vicenda degli attriti tra Huawei e gli Stati Uniti si trascina ormai da mesi, ma è entrata nella sua fase più critica quando il colosso cinese è stato inserito all'interno di una speciale lista nera che il governo USA compila per limitare gli scambi economici con le aziende che ritiene una minaccia per i propri interessi nazionali. Da allora a Huawei non è mai stato effettivamente impedito di fare affari con le società statunitensi: l'imposizione del divieto è stata infatti rinviata per ben due volte – a maggio e ad agosto – ma il gruppo si è trovato comunque isolato da aziende come Google, e sta tutt'ora correndo ai ripari nell'eventualità che il provvedimento entri effettivamente in vigore e vi rimanga per diverso tempo.

La nuova data è stata calendarizzata per dare modo agli operatori telefonici che utilizzano ancora l'equipaggiamento del gruppo di rimanere in servizio: stando a Ross si tratta per lo più di soggetti che con i loro ripetitori coprono aree remote e rurali del Paese e che, senza potersi interfacciare con Huawei, sarebbero costretti a lasciare disconnessi decine di migliaia di cittadini USA dalle reti cellulari. La situazione per quel che riguarda il comparto smartphone dell'azienda invece non sembra essere cambiata: da una parte Google ha già smesso di fornire a Huawei le licenze per l'utilizzo dei suoi servizi abbinati ad Android, e la decisione di oggi non dovrebbe influenzare la scelta della casa di Mountain View in relazione ai futuri dispositivi; dall'altra i gadget già in vendita continueranno a rimanere del tutto coperti da questo punto di vista, resteranno sempre compatibili con le app Google e continueranno a ricevere aggiornamenti e patch come previsto fin dal loro arrivo sul mercato.